Polizia Penitenziaria

Aggressione al Tribunale di Torino, feriti quattro agenti della Polizia Penitenziaria

Un detenuto gambiano ha aggredito la scorta durante un’udienza. Il sindacato chiede dotazioni di difesa e organici adeguati

Torino, 14 giugno 2026 — Ieri presso il Tribunale di Torino un detenuto di nazionalità gambiana ha aggredito gli agenti della Polizia Penitenziaria che lo scortavano. Secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), il detenuto, appresa la notizia del rinvio dell’udienza al lunedì successivo, ha dato in escandescenze, sputando contro il personale e opponendo una feroce resistenza.

Nel corso delle operazioni di contenimento, un Sovrintendente è stato morso alla coscia, riportando una lacerazione cutanea e una prognosi di dieci giorni. Un altro poliziotto ha subito una lacerazione all’avambraccio. Gli altri componenti della scorta hanno riportato lesioni e contusioni giudicate guaribili fino a cinque giorni.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Vincente Santilli, segretario regionale per il Piemonte, hanno denunciato l’episodio come «l’ennesima aggressione» nel sistema penitenziario piemontese. «La Polizia Penitenziaria continua a pagare un prezzo altissimo in termini fisici, psicologici e professionali nell’indifferenza generale», hanno dichiarato i sindacalisti, sottolineando che «i nostri poliziotti non possono e non devono essere lasciati soli».

Il Sappe ha rivolto un appello al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia per interventi immediati. Tra le richieste figurano l’adozione dello spray al peperoncino per il personale, maggiori investimenti negli organici e tutele effettive per il Corpo di Polizia Penitenziaria. «Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare in sicurezza», hanno concluso Capece e Santilli.

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