Catania, operazione antimafia: 20 arresti e sequestro di armi e droga
Polizia di Stato esegue 20 misure di custodia cautelare contro il clan Mazzei-Carcagnusi affiliato a Cosa Nostra.
Catania, 8 giugno 2026 – La Polizia di Stato di Catania ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura custodiale emessa dal Giudice per Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica. L’operazione, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha coinvolto oltre 200 agenti della Squadra Mobile di Catania, dei Reparti Prevenzione Crimine, di unità cinofile, di operatori della Polizia Scientifica e di un elicottero del Reparto Volo di Palermo. Sono state eseguite 20 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso con l’aggravante dell’essere associazione armata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi da guerra e tentato omicidio. Per altri 12 soggetti coinvolti nell’indagine è stato disposto l’interrogatorio preventivo.
Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale ed eseguite dalla Squadra Mobile di Catania – Sezione Reati contro il Patrimonio e la P.A. e Squadra Antiestorsioni della Polizia di Stato, hanno riguardato il clan dei Carcagnusi, famiglia Mazzei, affiliato a Cosa Nostra catanese. Le attività investigative, avviate nel dicembre 2023, hanno ricostruito un’articolata organizzazione criminale dedita al traffico di cocaina e altre sostanze stupefacenti, con una struttura organizzativa che operava nel contesto locale. Gli indagati, legati da vincoli di sangue con il capo storico del sodalizio, avrebbero gestito il rifornimento di trafficanti locali e piazze di spaccio mediante un sistema di “case di spaccio” – appartamenti presidiati con barriere fisiche e sistemi di videosorveglianza – anziché lo spaccio tradizionale su strada. La base operativa del clan è stata individuata nel rione San Cristoforo, in via Belfiore, meglio nota come “Traforo”.
Nel corso delle indagini è stato ricostruito un episodio di tentato omicidio con colpi di arma da fuoco sparati il 19 agosto 2024 in viale Bummacaro, in direzione di un soggetto imparentato con esponenti del clan Cappello-Bonaccorsi. Le attività di riscontro hanno consentito il sequestro di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e di arsenali di armi riconducibili al clan.
L’operazione di maggiore rilevanza ha riguardato il sequestro eseguito in via Fattorini a Picanello, dove all’interno di un garage riconducibile agli indagati sono stati rinvenuti due fucili d’assalto Kalashnikov calibro 7.62×39, un fucile semiautomatico Beretta calibro 12, tre revolver calibro 38 special, cinque pistole semiautomatiche di vari calibri, una pistola mitragliatrice Skorpion, cinque silenziatori, oltre a munizionamento di differente calibro. Nel medesimo locale sono stati sequestrati 11,054 chilogrammi di hashish, circa 190 grammi di cocaina e 48,218 chilogrammi di marijuana, oltre al materiale per il confezionamento e la pesatura della sostanza stupefacente. Il 17 aprile 2025 è stato tratto in arresto il soggetto ritenuto incaricato della custodia dell’arsenale del clan e della sostanza stupefacente destinata al rifornimento delle piazze di spaccio gestite dall’organizzazione.
Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia hanno fornito ulteriori elementi indiziari sulle dinamiche interne alla consorteria, sugli affari illeciti gestiti e sui rapporti con altri clan mafiosi operanti sul territorio etneo. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei delitti di associazione di tipo mafioso con l’aggravante dell’essere associazione armata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà derivanti dall’esistenza dell’organizzazione mafiosa, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi da guerra e armi clandestine, e tentato omicidio.




