Evaso minorenne dal Policlinico Umberto I durante ricovero

Il detenuto del Centro di Prima Accoglienza di Roma era stato trasferito in ospedale dopo un tentativo di suicidio
Roma, 7 giugno 2026 – Un detenuto minorenne del Centro di Prima Accoglienza (Cpa) di Roma è evaso durante un ricovero ospedaliero al Policlinico Umberto I. Il giovane, trasferito in ospedale dopo aver tentato il suicidio nella struttura detentiva, ha approfittato di uno spostamento interno tra reparti per dileguarsi nonostante la presenza della scorta della Polizia Penitenziaria.
Secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), il minorenne aveva predisposto un cappio e compiuto un gesto autolesionista all’interno del Cpa. Durante il trasferimento tra reparti ospedalieri, è riuscito a far perdere le proprie tracce e a darsi alla fuga.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Maurizio Somma, segretario del sindacato per il Lazio, hanno denunciato l’accaduto come «emblematico per comprendere i rischi derivanti dai facili ricoveri cosiddetti “a vista”». I due dirigenti sindacali hanno sottolineato la necessità che l’evaso venga «rapidamente individuato e assicurato nuovamente alla giustizia».
Il Sappe ha riproposto il tema della sicurezza nelle traduzioni e nei piantonamenti ospedalieri dei detenuti, attività che impegnano quotidianamente un numero crescente di agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria. Secondo il sindacato, l’episodio evidenzia le difficoltà operative degli agenti in servizio negli istituti penitenziari italiani, aggravate dal ricorso sistematico a visite mediche e ricoveri presso strutture esterne al carcere, con conseguente massiccio impiego di personale di scorta già carente negli organici.
Per il Sappe, la vicenda conferma la necessità di una riflessione complessiva sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria ai detenuti. Il sindacato ha criticato l’abolizione della sanità penitenziaria e la delega integrale della gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali, chiedendo soluzioni che garantiscano sia il diritto alla salute dei detenuti sia adeguati livelli di sicurezza.




