Petrolio e gas nel Golfo: come l’energia ha plasmato la geopolitica regionale
Secondo un’analisi pubblicata da Chatham House, il ruolo dominante dei paesi del Golfo nella produzione e nell’esportazione di petrolio e gas naturale rappresenta una questione centrale per comprendere la geopolitica contemporanea della regione. In un podcast della serie «The Climate Briefing», i conduttori Bhargabi Bharadwaj e Anna Aberg hanno affrontato con il Professor Paul Stevens, Associate Fellow presso Chatham House ed Emeritus Professor dell’Università di Dundee, le dinamiche storiche e strutturali che hanno trasformato il Golfo in un attore cruciale dell’approvvigionamento energetico globale.
L’analisi si concentra su come le risorse fossili abbiano modellato non solo le economie dei paesi produttori, ma anche la loro capacità di esercitare influenza geopolitica su scala mondiale. Stevens, che vanta una lunga esperienza in economia energetica, economia politica del settore petrolifero internazionale e sviluppo economico regionale, ha contribuito a tracciare il percorso storico che ha condotto alla dominanza energetica del Golfo.
La prima parte della serie affronta questioni fondamentali: come i paesi del Golfo siano divenuti esportatori di combustibili fossili di tale rilevanza, quale significato abbia avuto questa posizione dominante per la loro influenza geopolitica, quale ruolo abbiano giocato petrolio e gas nei conflitti e nei colpi di stato regionali, e quali prospettive si aprano per i produttori del Golfo nel medio-lungo termine.
Il contesto attuale della discussione è segnato dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalle conseguenti perturbazioni intorno allo Stretto di Hormuz, uno dei punti critici per il transito dell’energia globale. Questi sviluppi rendono particolarmente rilevante una comprensione approfondita dei fattori storici e strutturali che hanno consolidato il ruolo del Golfo nel sistema energetico internazionale.
La seconda parte della serie, non ancora pubblicata al momento della redazione, affronterà come i produttori del Golfo stiano affrontando la transizione energetica globale, quali rischi e opportunità essa comporti per le loro economie, e quali possano essere le implicazioni di lungo periodo del conflitto con l’Iran per la stabilità e gli equilibri regionali.
Per l’Italia e la NATO, comprendere le radici storiche della dominanza energetica del Golfo è essenziale per valutare la stabilità delle rotte di approvvigionamento e i rischi di interruzione nel Mediterraneo allargato. La guerra in corso e le tensioni nello Stretto di Hormuz non sono fenomeni isolati, ma conseguenze di dinamiche geopolitiche costruite nel tempo attorno al controllo delle risorse energetiche. Una lettura strategica di questi fattori strutturali aiuta a prevedere scenari futuri e a calibrare le politiche di diversificazione energetica europee.
Fonte: Chatham House · Pubblicato il 22 aprile 2026



