Savona, la Finanza chiude 64 partite Iva «apri e chiudi»

Nel primo quadrimestre operazioni contro società fantasma nel settore dei servizi. Rilevati debiti milionari e lavoro nero
Savona, 12 maggio 2026 — La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Savona ha intensificato i controlli sulle partite Iva «apri e chiudi» nei primi mesi dell’anno, proponendo la cessazione di 64 soggetti economici privi dei requisiti previsti dalla normativa sull’imposta sul valore aggiunto.
L’attività si è concentrata principalmente su società attive nel settore dei servizi alla persona, formalmente amministrate da soggetti di origine extracomunitaria ma gestite di fatto da altri connazionali. In un caso, i finanzieri hanno rilevato che un’impresa non aveva mai presentato dichiarazioni fiscali annuali dall’apertura, accumulando un significativo debito con l’Erario e ricevendo controlli che avevano evidenziato mancate emissioni di corrispettivi.
In un altro controllo è stata analizzata la posizione di un’attività di estetista e parrucchiere gestita da un’imprenditrice di nazionalità cinese. L’ispezione ha rilevato cinque lavoratori in nero, assenza di dichiarazioni fiscali dal 2021 e debiti superiori a 200.000 euro per mancate emissioni di corrispettivi e altri atti di accertamento mai sanati.
Un ulteriore caso ha riguardato un negozio di alimentari etnici gestito da una coppia di imprenditori di nazionalità bengalese. Al controllo, il lavoratore alla cassa ha dichiarato di non sapere dove fossero i datori di lavoro, probabilmente rientrati in Bangladesh da diversi mesi. L’analisi delle banche dati ha evidenziato che la coppia, irreperibile sul territorio italiano, percepiva sussidi previdenziali dall’Inps. L’azienda non aveva mai presentato dichiarazioni fiscali dal 2017, anno dell’apertura.
I militari hanno richiesto ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate provvedimenti di cessazione delle partite Iva e cancellazione dalla banca dati Vies, utilizzata per le operazioni intracomunitarie. L’attività rientra nel contrasto all’economia sommersa e alle imprese costituite per operare brevemente e poi chiudere, sottraendo all’Erario il recupero di imposte non dichiarate o non versate.




