Guardia di Finanza

Sanità a Pescara, quattro gare da 2,5 milioni sotto inchiesta

Notificati gli inviti all’interrogatorio preventivo davanti al Gip per un dirigente Asl e tre imprenditori

Pescara, 4 novembre 2026. Quattro gare per forniture sanitarie, del valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, sono al centro di un’indagine della Procura della Repubblica di Pescara su presunte irregolarità nell’affidamento degli appalti e ipotesi di corruzione.

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pescara hanno notificato a quattro indagati, un dirigente della Asl di Pescara e tre imprenditori, gli inviti a rendere l’interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari (Gip). Contestualmente sono state eseguite perquisizioni a Pescara, Montesilvano, Lanciano, Fermo e Pavia, anche nei confronti di un altro imprenditore e di un dipendente di una multinazionale.

Le perquisizioni e le notifiche riguardano un’indagine che ipotizza, tra gli altri reati, più ipotesi di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione.

L’inchiesta ha preso avvio dall’esame di alcune procedure di gara relative a un’Unità Operativa Complessa della Asl di Pescara. Gli approfondimenti sulle gravi irregolarità riscontrate nella formazione dei capitolati tecnici hanno consentito di accertare che questi erano «cuciti» sulle capacità di fornitura di aziende del settore sanitario, rappresentate da alcuni agenti commerciali in rapporto di particolare “vicinanza” con il dirigente sanitario firmatario dei capitolati.

Le successive attività investigative, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno fatto emergere un rapporto di corrispettività tra le condotte illecite e utilità riconosciute al dirigente sanitario, tra cui un orologio di lusso, vini pregiati e il pagamento di conti al ristorante.

Le indagini hanno inoltre delineato irregolarità nelle procedure per il riconoscimento di invalidità di familiari del dirigente. Sono emersi anche presunti trattamenti di favore che il dirigente avrebbe riservato a utenti privati: in cambio di regalie, questi ultimi avrebbero ottenuto prestazioni sanitarie senza prenotazione, al di fuori dei previsti canali istituzionali.

Per due ipotesi di turbata libertà del procedimento di gara e delle connesse ipotesi di corruzione, la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il dirigente sanitario e per tre imprenditori del settore. Il Gip del Tribunale di Pescara ha fissato l’interrogatorio preventivo, previsto dall’articolo 291, comma 1-quater, del codice di procedura penale. Solo all’esito dell’interrogatorio il giudice adotterà la decisione sulla richiesta.

Le attività di indagine per accertare compiutamente tutte le ipotesi di reato sono ancora in corso. Trattandosi di una fase di indagini preliminari, le ipotesi investigative dovranno essere verificate nelle successive fasi processuali.

L’attività si inserisce nell’impegno della Guardia di Finanza a tutela della legalità nell’impiego delle risorse pubbliche e della correttezza delle procedure di affidamento. Nel settore sanitario, il contrasto alle turbative degli appalti e alla corruzione assume particolare rilievo per la salvaguardia della concorrenza, della qualità delle forniture e della regolarità dell’accesso alle prestazioni.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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