Polizia di Stato

Pedopornografia online, sette arresti e 23 denunce in tutta Italia

Operazione Sweet Strip: 30 perquisizioni sul territorio nazionale, coordinate dalla Procura di Roma

Roma, 4 novembre 2026. La Polizia di Stato ha arrestato sette persone e ne ha denunciate 23 in stato di libertà, nell’ambito dell’operazione denominata Sweet Strip, finalizzata a contrastare la produzione e la divulgazione di materiale pedopornografico. L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

Gli investigatori hanno identificato 30 persone, dopo un’attività di filtraggio e identificazione di numerosi soggetti residenti in diverse località italiane. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati centinaia di gigabyte di video che ritraggono violenti abusi su minori, 60 supporti informatici e 895 grammi di marijuana, rinvenuti nell’abitazione romana di uno degli arrestati.

L’attività investigativa prende avvio dalla denuncia della madre di una minorenne, adescata su una piattaforma di messaggistica istantanea da un adulto che l’aveva indotta a partecipare a un gioco erotico denominato «Omegle Game». Il gioco consisteva in una serie di sfide a contenuto sessualmente esplicito. A ogni comportamento corrispondeva un punteggio: 5 punti per il togliersi una maglietta, 10 per mostrare in chat la propria biancheria intima, fino a un massimo di 50 punti per il compimento di atti di autoerotismo.

Il canale di messaggistica, su cui sono stati successivamente rinvenuti numerosi ulteriori filmati realizzati con registrazione dello schermo, permetteva agli utenti accreditati di chattare, via testo o video, con sconosciuti adulti abbinati casualmente. Per partecipare era necessario ricevere un link di invito e pagare con sistemi elettronici o in criptovalute.

Secondo la Polizia di Stato, il COSC Lazio, all’esito di complesse indagini tecnico-informatiche, ha identificato quattro soggetti che avrebbero materialmente creato e organizzato le chat di gioco finalizzate all’adescamento di minori. Ai quattro viene attribuita anche la produzione e la condivisione di materiale pedopornografico, con successivo commercio online e relativi guadagni.

La Polizia Postale si è concentrata su un canale a pagamento denominato «LUMACA», al cui interno sono stati individuati 30 soggetti dediti alla diffusione di materiale pedopornografico. Sono state documentate anche le dinamiche di interazione tra loro, messe in atto per scambiarsi in modo «sicuro» il materiale.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Roma, con il coinvolgimento operativo dei COSC di Lombardia, Veneto, Piemonte, Umbria, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria, sono state eseguite 30 perquisizioni domiciliari e informatiche su tutto il territorio nazionale. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano due minorenni.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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