Esercito

Esercito, inaugurato a Torino l’Anno Accademico e Scolastico 2026-2027 della Scuola Ufficiali

Alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Portolano ha indicato carattere, coraggio e competenza come qualità della leadership militare.

Torino, 22 ottobre 2026 – Presso il Palazzo dell’Arsenale, sede della Scuola Ufficiali dell’Esercito, è stato inaugurato l’Anno Accademico e Scolastico 2026-2027 alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Antonello Vespaziani, e di numerose altre autorità militari, civili, religiose e accademiche.

I rintocchi della Campana del Dovere hanno suggellato il momento solenne, richiamando i frequentatori ai valori e alle responsabilità che costituiscono il riferimento etico e culturale per chi sceglie la responsabilità del comando. Nel corso dell’evento sono stati premiati Ufficiali e Allievi distintisi per merito e risultati conseguiti.

Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato le qualità che ha sempre ammirato nei grandi leader incontrati nel suo percorso: carattere, coraggio e competenza. Il carattere è la «forza interiore» che mantiene fedeli ai propri valori anche quando tutto spinge nella direzione opposta, ed è da qui che nasce la credibilità. In un tempo che misura ogni cosa in follower e like, il Generale ha chiesto ai giovani di non lasciare che l’apparire rimpiazzi l’essere: «Il rumore passa, il servizio resta». Carattere significa anche lavorare in una squadra coesa, nel rispetto della gerarchia, perché «il futuro si costruisce attraverso una giusta combinazione tra idee innovative ed esperienza maturata nel tempo».

Il coraggio, ha precisato, è soprattutto quello morale: prendere decisioni difficili e assumersene per intero la responsabilità. «Comandare significa scegliere e ogni scelta porta con sé responsabilità e rischi», ha spiegato, ricordando che «il rischio zero non esiste» e che il compito del comandante è ridurre i rischi senza sacrificare la missione. Parlando «non da Generale, ma da vecchio soldato», ha inoltre espresso fiducia nei frequentatori: «Ho imparato a onorare le responsabilità del comando sul campo e sono certo che voi farete altrettanto». Quanto alla competenza, essa «vuol dire soprattutto comprendere il contesto in cui opererete». Il Generale ha letto gli scenari attraverso tre dinamiche, temi che ritiene «debbano essere conosciuti a tutti i livelli», perché rientrano nella sicurezza e, quindi, nella cultura della difesa.

La cerimonia ha sottolineato il ruolo centrale della formazione quale motore dell’innovazione e dei valori come fondamento dell’identità militare. Formare i futuri Comandanti significa sviluppare competenze, capacità di adattamento e pensiero critico, rafforzando lealtà, disciplina e senso del dovere. L’integrazione tra competenze, tecnologia e valori è alla base di un Esercito moderno, capace di affrontare le sfide future senza perdere la propria identità.

Il Comandante della Scuola Ufficiali dell’Esercito, Generale di Divisione Giovanni Brafa Musicoro, ha evidenziato che nelle Scuole dell’Esercito, inclusa l’Accademia Militare, si mira a un processo di trasformazione della persona, del militare e del Comandante del futuro. Tale percorso è aggiornato costantemente per renderlo rispondente a un mondo in continua evoluzione.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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