Polizia di Stato

Canosa di Puglia, omicidio di mafia del 2021: due misure cautelari della Dda di Bari

Indagini della Procura di Bari-DDA sulla scomparsa del 27 agosto 2021, eseguite dalla Polizia di Stato

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta del Pubblico Ministero, ha emesso un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di due persone, in relazione ai reati di «omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal metodo mafioso e dall’utilizzo di armi da fuoco» e «soppressione di cadavere». Il provvedimento, datato 16 ottobre 2026, è stato eseguito il 22 ottobre 2026 dal personale della Polizia di Stato e riguarda un caso di «lupara bianca» risalente al 2021, verificatosi a Canosa di Puglia.

La vittima è un uomo canosino, allora 41enne, gravato da diversi precedenti di polizia e giudiziari, scomparso il pomeriggio del 27 agosto 2021. Il comunicato non riporta il nome della vittima.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e svolte da un pool investigativo composto da personale delle Squadre Mobili di Bari e BAT, della Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo di Bari (S.I.S.C.O.) e del Commissariato di P.S. di Canosa.

L’attività info-investigativa si è avvalsa di attività intercettive, dell’analisi del traffico telefonico e della visione e analisi di numerosi filmati di videosorveglianza acquisiti nell’immediatezza dei fatti, al fine di ricostruire la dinamica dell’evento delittuoso. Tale attività ha consentito di identificare i presunti autori materiali dell’omicidio e del successivo occultamento del corpo.

Secondo quanto ricostruito allo stato delle indagini, la vittima sarebbe stata attirata in una trappola da parte dei due indagati, un 45enne e un 38enne canosini, entrambi con numerosi precedenti e legati alla locale criminalità. Dopo aver concordato un appuntamento per discutere determinate questioni, i due si sarebbero allontanati in auto insieme al 41enne e lo avrebbero ucciso con un colpo di pistola, facendone poi sparire il corpo. Secondo l’ipotesi investigativa il delitto sarebbe stato ideato e organizzato in modo minuzioso e dettagliato.

Sono state ritenute sussistenti le modalità mafiose in ragione non soltanto del profilo criminale dei presunti autori, ma anche del contesto in cui è avvenuto l’omicidio, connotato da una pervasiva presenza di organizzazioni di stampo mafioso, e della valenza intimidatoria del delitto, che avrebbe rappresentato un monito per la collettività.

Ai due indagati, uno già ristretto in carcere per altra causa e l’altro rintracciato dagli agenti della Polizia di Stato, è stato notificato nella mattinata del 22 ottobre 2026 il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari, richiesto dalla Procura Distrettuale Antimafia, che ne ha disposto la custodia in carcere. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli elementi acquisiti, così come la misura cautelare, hanno natura provvisoria. Gli indagati hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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