Si fingono carabinieri e tentano di truffare un’anziana: arrestato un 35enne

La vittima insospettita avverte i militari e il falso carabiniere viene bloccato mentre ritira gioielli e denaro
San Ferdinando, 20 ottobre 2026. Si erano presentati come carabinieri, annunciando una perquisizione domiciliare e chiedendo a un’anziana di raccogliere denaro, gioielli e armi da sottoporre a verifica. Il piano è stato sventato grazie alla prontezza della vittima, che ha allertato i veri militari. Un 35enne, originario della provincia di Roma, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di San Ferdinando (RC) con l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’anziana.
La vicenda è iniziata con una telefonata. Dall’altro capo del filo alcuni individui, qualificandosi falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, avevano comunicato che di lì a poco sarebbe stata eseguita una perquisizione nell’abitazione della donna. Con il pretesto di verificare la provenienza di alcuni beni, i falsi militari le avevano intimato di raggruppare denaro, gioielli e armi, sostenendo che potessero essere riconducibili a una vecchia rapina commessa dal padre della donna, deceduto da molti anni.
Insospettita dalla richiesta, la donna ha capito che qualcosa non tornava e ha contattato immediatamente la locale Stazione dei Carabinieri. I militari hanno predisposto un intervento, appostandosi all’interno dell’abitazione in attesa dell’arrivo del presunto incaricato.
Nel tardo pomeriggio il 35enne si è presentato alla porta dell’anziana, qualificandosi di nuovo come carabiniere. Mentre manteneva un costante contatto telefonico con un complice, ha preso visione dei gioielli che la donna aveva sistemato sul tavolo del soggiorno. Poi si è impossessato dei preziosi e stava per lasciare l’abitazione, quando i militari sono usciti allo scoperto, bloccandolo e recuperando l’intera refurtiva, successivamente restituita alla legittima proprietaria.
Il 35enne è stato arrestato e, al termine delle formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il caso riporta l’attenzione sul rischio di assecondare richieste di denaro, gioielli o altri beni provenienti da persone che si qualificano come appartenenti alle Forze dell’Ordine, soprattutto quando vengono formulate per telefono con modalità anomale. In caso di dubbio, è opportuno interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112NUE, senza utilizzare numeri forniti dall’interlocutore.






