Padova, perquisizioni della Digos per istigazione alla violenza in vista del corteo

Misure di prevenzione per quattordici ragazzi, otto dei quali segnalati alla Procura per i minorenni di Venezia
Padova, 15 ottobre 2026. Otto perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica euganea sono state eseguite nella prima mattinata di oggi dalla Divisione Investigativa Generale e Operazioni Speciali (Digos) della Questura di Padova. Il provvedimento riguarda il reato di istigazione a delinquere aggravata dall’uso di internet.
Secondo quanto comunicato dalla Questura, alla vigilia della mobilitazione studentesca con corteo del 16 ottobre si stavano pianificando azioni a carattere violento. Nelle chat sarebbero stati istigati a incendiare cassonetti, indossare passamontagna, vestirsi di nero e travisarsi, portare una pistola, petardi e fumogeni, attaccare la Questura e saccheggiare un negozio del centro storico.
La Digos aveva avviato un’attività di prevenzione mirata sullo stato di agitazione nella provincia di Padova, in vista della mobilitazione studentesca a carattere nazionale. La manifestazione è in programma venerdì 16 ottobre con un corteo lungo le vie del centro cittadino.
Gli accertamenti hanno portato alla luce la creazione di un gruppo su una nota app di messaggistica, che in breve tempo ha raggiunto il numero massimo di 1.025 partecipanti. Il gruppo ha dato poi origine a una «community» denominata «16/10».
Nel corso delle perquisizioni è stato accertato che i numeri di telefono utilizzati per istigare alla violenza nella chat, con le schede SIM intestate a familiari adulti, erano in realtà in uso a minorenni, studenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Gli agenti hanno sequestrato gli apparecchi telefonici, un passamontagna e una bomboletta spray urticante.
Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha attivato la Divisione Polizia Anticrimine e disposto misure di prevenzione personali nei confronti di 14 ragazzi, a vario titolo partecipanti alla «community». Le misure sono il Divieto di accesso alle aree urbane (Dacur), il Daspo, l’avviso orale e le diffide. Tra i destinatari figurano gli otto ragazzi segnalati alla Procura per i minorenni di Venezia e altri sei convocati in Questura con i genitori.






