Guardia di Finanza

Barcolana a Trieste, la Guardia di finanza contesta 43 violazioni sui pagamenti elettronici

Controlli su registratori di cassa e POS, anche 11 violazioni per lavoro irregolare e 5 per abusivismo commerciale

Trieste, 13 ottobre 2026. La 58ª edizione della Barcolana ha portato nel capoluogo giuliano migliaia di turisti, con un picco di 500.000 presenze, e un elevato incremento dei volumi delle transazioni commerciali, con la presenza anche di operatori economici provenienti da altre regioni. In questo contesto la Guardia di finanza, che ha concorso alla sicurezza della manifestazione sia a terra sia a mare insieme alle altre forze di Polizia, ha intensificato le attività ispettive per prevenire e contrastare l’evasione fiscale, il sommerso da lavoro e l’abusivismo commerciale.

Al centro dei controlli c’è l’obbligo di collegare i registratori di cassa telematici agli strumenti di pagamento elettronico, POS e app, in vigore dal marzo del corrente anno per effetto della Legge di Bilancio 2025. Il collegamento garantisce che ogni pagamento elettronico effettuato presso gli esercizi commerciali al dettaglio venga automaticamente registrato e trasmesso all’Agenzia delle Entrate, che può così confrontare gli incassi effettivi con gli scontrini emessi.

Secondo quanto spiegato dalla Guardia di finanza, la procedura impedisce le evasioni realizzate con incassi digitali non documentati da certificazioni fiscali o fatti transitare su rapporti bancari extra-aziendali.

Negli interventi è emerso che alcune imprese presenti all’evento, principalmente attive nel settore enogastronomico e dell’intrattenimento, non avevano collegato i registratori di cassa telematici agli strumenti di pagamento elettronico, come previsto dalla legge.

In altri casi i controlli hanno riguardato esercenti che, specie nell’arco serale, pur avendo regolarmente allacciato i dispositivi, avrebbero rappresentato alla clientela malfunzionamenti dei sistemi POS che, dagli accertamenti, non risultavano esistenti. Alcuni avrebbero anche esposto presso le casse comunicazioni scritte in tal senso, con l’obiettivo di sottrarsi alla trasmissione automatica all’Agenzia delle Entrate dei corrispettivi elettronici incassati.

Le verifiche sono state estese anche alle ordinarie attività commerciali con pagamenti in contanti, per accertare il rilascio del dovuto documento fiscale, e alla presenza di posizioni di lavoro irregolare e di fenomeni di abusivismo commerciale.

Alla conclusione delle attività sono state contestate 43 violazioni per irregolarità connesse al rispetto degli obblighi in materia di rilevamento e certificazione degli incassi commerciali, nonché di collegamento tra POS e registratori telematici. Sono state inoltre contestate 11 violazioni per posizioni lavorative irregolari e 5 violazioni per abusivismo commerciale, con il sequestro di 3.000 articoli, tra cui abbigliamento, accessori e oggettistica per la casa, per violazioni in materia di codice del consumo.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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