Evasione fiscale internazionale: Finanza scopre 7 milioni di redditi non dichiarati

Indagata una persona fisica straniera residente ad Alassio. Sequestrati investimenti russi per 50 milioni di euro e immobili liguri
Savona, 7 ottobre 2026 – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Savona ha concluso un’attività di verifica fiscale nei confronti di una persona fisica di nazionalità straniera residente ad Alassio, accusata di evasione fiscale internazionale. Secondo l’ipotesi investigativa, l’indagata sarebbe fiscalmente residente in Italia dal 2018 con conseguente obbligo di dichiarazione dei redditi prodotti in tutto il mondo.
L’inchiesta ha avuto origine dal monitoraggio delle compravendite immobiliari di pregio nel Ponente ligure. Nel 2018 l’indagata ha acquistato un lussuoso attico ad Alassio per oltre 2 milioni di euro, seguito da ulteriori sei appartamenti in Liguria per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. L’esame dei conti correnti e delle banche dati ha permesso ai finanzieri di raccogliere elementi sulla residenza fiscale effettiva della contribuente, basata non solo su dati anagrafici formali ma sul «centro degli interessi vitali» e sulla permanenza abituale sul territorio italiano.
L’analisi ha applicato le «tie breaker rules» previste dal Modello di Convenzione OCSE, che nei casi di potenziale doppia residenza attribuiscono la potestà impositiva allo Stato in cui il soggetto detiene i legami personali ed economici più stretti. Secondo l’ipotesi investigativa, l’indagata vivrebbe grazie a rendite finanziarie e avrebbe di fatto residenza ad Alassio, con conseguente obbligo di dichiarare in Italia tutti i redditi ovunque prodotti.
Dall’esame del portafoglio di investimenti detenuto nella Federazione Russa, del valore di 50 milioni di euro, i militari hanno ricostruito interessi finanziari, canoni di locazione e altri proventi percepiti dal 2019 al 2024. La base imponibile IRPEF sottratta a tassazione ammonta a circa 7 milioni di euro. L’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (IVAFE) non è mai stata dichiarata, mentre l’imposta sul valore degli immobili esteri (IVIE) evasa supera i 4 milioni di euro. A seguito della sospensione delle principali clausole della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Russia, l’indagata non ha potuto beneficiare di regimi agevolati, comportando il recupero a tassazione piena degli importi constatati.
L’indagata è stata deferita alla Procura della Repubblica locale per violazione dell’articolo 5 del Decreto Legislativo n. 74/2000 (omessa dichiarazione). Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari. L’Ufficio delle Entrate competente ha già avviato l’iter per il recupero delle imposte evase.




