La Spezia, sequestri record contro il traffico di specie protette

Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane fermano importazioni illegali nel porto. Sequestrati coralli rari, avorio e pelli di rettili per oltre 200mila euro
La Spezia, 2 ottobre 2026 – La Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli intensificano il contrasto al traffico illegale di fauna e flora protette dalla Convenzione di Washington (Cites). Nel porto della Spezia, militari della Squadra Operativa Cites e funzionari del Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane hanno condotto numerose operazioni di sequestro nei confronti di soggetti italiani e stranieri responsabili dell’importazione di specie animali e vegetali senza la regolare autorizzazione prevista dalla convenzione internazionale.
Tra i sequestri più significativi figura un corallo nero dell’ordine Antipatharia di circa 60 grammi, specie rara che cresce prevalentemente tra i 50 e oltre 300 metri sotto il livello del mare. In un controllo su due container provenienti dagli Emirati Arabi Uniti sono stati individuati numerosi prodotti in pelle che un brand italiano tentava di introdurre nell’Unione Europea per la successiva vendita in Svizzera, del valore di oltre 200mila euro. La perizia di un esperto erpetologo ha accertato che gli articoli di abbigliamento erano realizzati con pelli di rettili protetti, tra cui il pitone reticolato e il pitone delle rocce.
Nel dicembre dello scorso anno è stato sequestrato un dente di capodoglio finemente lavorato con la tecnica dello scrimshaw e proveniente dagli Stati Uniti. Ad agosto sono stati sottoposti a sequestro un cappello in pelliccia di ocelot e due paia di stivali in pelle di rettile privi delle necessarie certificazioni. L’attività di monitoraggio sulle merci in transito ha inoltre consentito il sequestro di 93 souvenir in avorio originari dell’Africa, 95 articoli di abbigliamento e accessori in pelle di rettile, un corallo tubipora musica, un corallo della famiglia fungiidae e una conchiglia strombus gigas.
Le operazioni rientrano nel Protocollo d’Intesa tra la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che mira attraverso l’analisi dei rischi e il monitoraggio dei flussi commerciali a contrastare i traffici illegali di fauna e flora protette e in via d’estinzione.




