Venezia, scoperta stabile organizzazione occulta di società estera di idrocarburi

Sequestrati crediti d’imposta e disponibilità finanziarie per oltre 4,7 milioni di euro
Venezia, 2 ottobre 2026 – La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Venezia nei confronti di una società con sede legale all’estero e del suo rappresentante legale, indagati per omessa presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 4,7 milioni di euro.
Nel corso di una verifica fiscale è emersa l’esistenza di una stabile organizzazione occulta sul territorio nazionale. La società, attiva nel settore del commercio di idrocarburi, si era formalmente accreditata presso il fisco italiano attraverso la nomina di un rappresentante fiscale, figura idonea esclusivamente all’adempimento degli obblighi IVA. Secondo quanto ricostruito, l’azienda avrebbe dovuto esclusivamente stoccare il prodotto per poi trasferirlo e rivenderlo all’estero in ambito europeo, in sospensione d’imposta.
Gli approfondimenti hanno invece rilevato come l’azienda operasse stabilmente in Italia, commercializzando direttamente carburanti e prodotti petroliferi nei confronti di primari clienti italiani. La società utilizzava impropriamente la partita IVA estera, originariamente destinata solo a operazioni non imponibili in sospensione d’accisa, e si avvaleva di locali aziendali in comodato d’uso gratuito, dove operava personale dipendente e commerciale stabilmente impiegato per la gestione di contratti, ordini e pratiche logistiche.
L’operatività in Italia era inoltre supportata dall’esistenza di un conto corrente italiano utilizzato in via esclusiva per incassare i corrispettivi delle vendite effettuate nei confronti della clientela italiana. La presenza di questa struttura operativa occulta configura una vera e propria stabile organizzazione i cui redditi, derivanti dalle vendite di idrocarburi sul territorio italiano, dovevano essere tassati in Italia.
Il rappresentante legale della società, soggetto AIRE residente negli Emirati Arabi Uniti, è stato denunciato per omessa dichiarazione dei redditi. La base imponibile non dichiarata è stata quantificata in quasi 20 milioni di euro, con un’imposta evasa pari a oltre 4,7 milioni di euro. La Procura della Repubblica di Venezia ha richiesto la misura cautelare evidenziando un elevato rischio di dispersione del patrimonio, considerato soprattutto che la casa madre estera è attualmente sottoposta a procedura concorsuale per insolvenza, con un’esposizione debitoria stimata in circa 500 milioni di euro.
Il sequestro preventivo ha ad oggetto, tra l’altro, un credito IVA di 4,1 milioni di euro vantato dalla società e rispetto al quale aveva presentato un’istanza di rimborso presso l’Agenzia delle Entrate.




