Rivolta nel carcere di Pisa, rientrata la protesta senza uso della forza

Detenuti barricati ieri hanno devastato tre sezioni. Mediazione della Polizia Penitenziaria ha riportato la normalità stamattina intorno alle 6
Pisa, 1 ottobre 2026 – È rientrata questa mattina intorno alle 6 la grave protesta scoppiata ieri nella Casa Circondariale di Pisa. I detenuti si erano barricati rifiutando di rientrare nelle celle e hanno completamente devastato due sezioni del Secondo Giudiziario e metà del Primo Giudiziario. La situazione, inizialmente di estrema tensione, è stata riportata alla normalità grazie all’opera di mediazione e negoziazione del personale di Polizia Penitenziaria e dei vertici dell’istituto senza che si rendesse necessario l’impiego della forza.
Sul posto era intervenuto il personale di supporto (Por), mentre era stato predisposto anche l’intervento del Gruppo di Intervento Operativo (Gio). Tutto il personale di Polizia Penitenziaria libero dal servizio era stato richiamato e posto in presidio all’esterno dell’istituto.
Secondo il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), il merito dell’esito positivo va all’opera di mediazione e negoziazione condotta dal personale che ha operato con professionalità e equilibrio. Prezioso è stato anche il contributo del negoziatore del Corpo, una figura specialistica istituita con decreto ministeriale del 14 aprile 2025 dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha dimostrato l’importanza nella gestione non conflittuale degli eventi critici.
Il sindacato tuttavia sottolinea quanto sia diventata difficile la situazione nelle carceri toscane. Secondo il Sappe, il carcere di Pisa e gli altri istituti della regione sono gestiti nella totale indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria centrale. A fronte di questa gravità, la proposta di integrazione dell’organico arrivata dai vertici è di appena 60 unità complessive da distribuire in tutti gli istituti dell’intero distretto toscano, una misura ritenuta del tutto insufficiente rispetto alle esigenze reali.
Il Sappe chiede al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria un intervento immediato, concreto e strutturale, prima che il progressivo deterioramento delle condizioni degli istituti possa determinare conseguenze ancora più gravi.




