Guardia di Finanza

Sequestro da 900mila euro: maxi frode fiscale nel settore trasporti

Guardia di Finanza di Parma esegue decreto del Gip. Coinvolte 4 società e 5 persone, tra cui un consulente fiscale

Parma, 17 settembre 2026 – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale locale, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda 4 società ubicate a Parma e Fontanellato, operanti nel settore dei trasporti su strada, e 5 persone fisiche, tra cui un consulente fiscale. È stato disposto il sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità liquide fino a oltre 900mila euro, pari all’ammontare complessivo delle imposte evase.

Le indagini, condotte dalla Tenenza di Fidenza sotto la direzione della Procura, hanno ricostruito un sistema fraudolento basato sulla somministrazione di personale assunto da diverse imprese «cartiere». Due società di trasporto, gestite secondo le ipotesi accusatorie da un’unica persona fisica coadiuvata dagli altri indagati e da un commercialista, avrebbero trasferito artificiosamente a queste ultime il ruolo di datore di lavoro e i connessi obblighi fiscali e previdenziali. I dipendenti delle cartiere, pur formalmente assunti in quelle aziende, avrebbero lavorato sempre presso la stessa sede e per lo stesso datore di lavoro corrispondente alle due società di trasporto.

Il meccanismo consentiva alle società di trasporto di acquisire manodopera a costi vantaggiosi e di detrarre indebitamente l’IVA su fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse dalle cartiere. Queste ultime, a loro volta, risultano totalmente inadempienti degli obblighi di versamento di contributi previdenziali e imposte. Sono stati contestati reati di emissione e utilizzo di fatture false per un ammontare di quasi 5 milioni di euro.

Il consulente fiscale, depositario delle scritture contabili di tutte le società coinvolte, avrebbe fornito un contributo attivo alla realizzazione delle attività illecite. Un altro indagato è accusato di truffa ai danni dello Stato per aver percepito indebitamente l’indennità NASpI per 12.331,70 euro, con buste paga artificiosamente gonfiate per innalzare la media imponibile. Al principale indagato e a un collaboratore è contestata inoltre l’indebita percezione di un contributo a fondo perduto di 12.787 euro erogato dal Decreto Rilancio per le imprese colpite dall’emergenza Covid-19.

Nell’esecuzione del provvedimento sono state effettuate perquisizioni e sequestri in vari comuni delle province di Parma e Reggio Emilia.

Video del comunicato

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