Polizia Penitenziaria

Tre poliziotti feriti a Bollate dopo tentativo di evasione

Nella Casa di reclusione di Milano un detenuto senegalese ha tentato di uscire fingendosi civile. Il sindacato denuncia carenze di personale

Milano-Bollate, 8 settembre 2026 – Tre agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti ieri mattina nella Casa di reclusione di Milano-Bollate durante l’intervento per bloccare un detenuto di origine senegalese che avrebbe tentato di evadere fingendosi un civile.

Secondo la ricostruzione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), intorno alle 9 un ispettore superiore di sorveglianza ha notato l’uomo all’ingresso dell’istituto e gli ha chiesto di identificarsi. Il detenuto ha risposto di essere un civile in procinto di uscire e, alla richiesta del documento, gli avrebbe gettato il caffè in faccia tentando di allontanarsi.

Sono quindi intervenuti un poliziotto dell’Ufficio Servizi e un collega del IV reparto, che hanno contribuito a bloccare il detenuto. Nel corso dell’intervento i tre agenti hanno riportato ferite: l’agente del IV reparto ha subito la frattura di un dito con 21 giorni di prognosi, il collega dell’Ufficio Servizi 7 giorni, l’ispettore superiore 8 giorni.

«Quello che è accaduto a Bollate è gravissimo e conferma quanto sia difficile e rischioso il lavoro della Polizia Penitenziaria», denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe. «Tre colleghi feriti nello svolgimento del proprio servizio impongono una riflessione immediata sull’organizzazione della sicurezza negli istituti penitenziari».

Il sindacato critica le condizioni di lavoro: «Bollate viene spesso definito un carcere modello, ma non esistono carceri modello quando il personale è costretto a lavorare in condizioni di grave carenza di organico e deve affrontare situazioni di potenziale pericolo senza strumenti adeguati di autotutela». Capece chiede al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria interventi immediati su organici e dotazioni di servizio.

Matteo Savino, vice segretario regionale del Sappe per la Lombardia, sottolinea il contesto critico: «A Bollate c’è un solo reparto operativo e diversi sottufficiali non sono impiegabili nei servizi operativi per motivi di idoneità lavorativa. Il personale operativo rimasto deve sostenere un carico di lavoro sempre maggiore».

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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