Influencer aggredito a Trevi mentre documenta truffe: tre arresti

Cittadino iraniano picchiato dopo aver messo in guardia un turista. Ordinanza di custodia cautelare per tre stranieri
Roma, 12 agosto 2026 – I Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre cittadini stranieri, gravemente indiziati di aver aggredito un noto influencer e attivista straniero presente sui social network. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica.
I fatti risalgono alla tarda serata del 26 giugno 2026 in via delle Muratte, a pochi passi da Fontana di Trevi. La vittima, cittadino iraniano di 34 anni, stava documentando con videocamere le condotte illecite legate al «gioco delle tre campanelle», la truffa storicamente perpetrata ai danni di turisti e passanti. Dopo aver tentato di mettere in guardia un passante dalla truffa in corso, la reazione del gruppo è stata fulminea e sproporzionata.
Un violentissimo pugno al volto ha neutralizzato l’influencer, causando la caduta e il danneggiamento delle attrezzature. Nonostante il tentativo di allontanamento e autodifesa, la superiorità numerica degli aggressori ha consentito loro di accerchiarlo e sopraffarlo completamente. Una volta a terra e in stato di semicoscienza, è stato colpito ripetutamente con calci e pugni diretti al volto e al capo. Solo l’intervento coraggioso di un terzo cittadino ha interrotto l’aggressione, scongiurando conseguenze ancora più gravi.
I soccorsi al Policlinico Umberto I hanno riscontrato un quadro traumatologico di estrema gravità: molteplici fratture scomposte a carico di mandibola, seno mascellare, arco zigomatico e ossa nasali, oltre a estesi enfisemi dei tessuti molli. La Procura ha ipotizzato il delitto di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni personali permanenti.
A uno degli indagati è stata inoltre contestata la calunnia: nei giorni successivi all’aggressione aveva presentato una falsa denuncia alle autorità, dipingendosi come presunta vittima. L’analisi incrociata delle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza pubblica e privata ha consentito ai Carabinieri di smascherare la manovra elusiva e raccogliere gravi indizi di responsabilità. Il GIP ha disposto l’applicazione della misura cautelare, ipotizzando anche le circostanze aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa della vittima.









