Scippi nel centro storico di Roma: sei arresti per rapine di collane

Quattro cittadini egiziani fermati dalla Procura, due nordafricani in custodia cautelare. Vittime turisti e residenti
Roma, 29 luglio 2026 – Sei giovani sono stati assicurati alla giustizia per una serie di scippi di collane ai danni di turisti e residenti nel centro storico della Capitale. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Roma Centro sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha convalidato il decreto di fermo della Procura nei confronti di quattro cittadini egiziani, di età compresa tra i venti e i ventuno anni, gravemente indiziati a vario titolo di due rapine pluriaggravate commesse con l’uso di armi e sostanze urticanti. I Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia hanno inoltre eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani nordafricani, indagati per due rapine di collane in oro commesse il 26 giugno in Via di Torre Argentina ai danni di turiste inglesi.
Il primo episodio risale alla notte del 12 luglio intorno alle 2:30 in Piazza Trilussa. Tre degli indagati avrebbero accerchiato un ragazzo romano di 21 anni, immobilizzandolo con spray urticante spruzzato sul volto, per poi strappargli una catenina in oro giallo con due crocifissi del valore stimato di circa 2.500 euro. Uno dei componenti del gruppo avrebbe estratto due coltelli da cucina per minacciare sia il giovane aggredito sia un Carabiniere libero dal servizio intervenuto per fermarlo, prima di tentare la fuga e venire arrestato in flagranza di reato.
Il secondo episodio si è consumato la notte del 16 luglio intorno all’1:15 in Largo di Torre Argentina. Due degli odierni fermati, insieme a un terzo, avrebbero avvicinato con un pretesto un ragazzo romano che passeggiava con i familiari. Dopo averlo spintonato con brutalità, gli avrebbero strappato una catena d’oro con ciondolo del valore di circa 1.800 euro. Durante la fuga, uno dei fuggitivi ha perso il telefono cellulare e la tessera sanitaria, elementi decisivi per l’identificazione dei complici.
Le indagini si sono avvalse dell’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, servizi di individuazione fotografica e testimonianze raccolte sul posto. Gli indagati operavano in gruppo nelle aree più affollate della Capitale, approfittando dell’orario notturno e delle condizioni di minorata difesa delle vittime. Risultano privi di fissa dimora e attività lavorativa, con precedenti per reati contro il patrimonio in diverse regioni d’Italia.










