Polizia Penitenziaria

Cassino, detenuto aggredisce due agenti penitenziari con una gamba di tavolo

L’uomo, condannato per la strage di Corinaldo, ha appiccato il fuoco in cella. I poliziotti feriti guaribili in cinque e sette giorni

Roma, 9 giugno 2026 – Ieri mattina nella Casa Circondariale di Cassino, un detenuto condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi per la strage di Corinaldo ha aggredito violentemente due agenti della Polizia Penitenziaria. L’uomo, già protagonista di un’evasione durante un permesso per la discussione della tesi di laurea e successivamente catturato a Barcellona dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, ha appiccato il fuoco a uno sgabello nella sua cella del reparto isolamento, provocando una rapida propagazione del fumo al primo piano della struttura.

Per garantire la sicurezza dei detenuti presenti, il personale di servizio ha avviato le procedure di emergenza e ha iniziato il trasferimento dei reclusi nelle aree passeggio. Durante queste operazioni, il detenuto ha improvvisamente aggredito un giovane agente in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Quando un collega più esperto è intervenuto in suo soccorso, l’uomo ha afferrato una gamba di tavolo prelevata dalla cella e lo ha colpito ripetutamente alla schiena e alle gambe con estrema violenza.

Solo l’intervento di un altro detenuto ha interrotto l’aggressione. I due poliziotti sono stati soccorsi e visitati presso l’infermeria dell’istituto, quindi trasferiti al Pronto Soccorso dove sono stati giudicati guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni. Oltre alle lesioni fisiche, entrambi hanno subito un forte trauma psicologico: il più giovane ha affrontato una brutale aggressione a pochi giorni dall’inizio del servizio, mentre il collega più anziano, dopo una lunga carriera senza episodi analoghi, si è trovato a fronteggiare una violenza cieca senza possibilità di difesa.

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha espresso «totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti», definendo l’accaduto «di una gravità inaudita» e «una condotta premeditata, violenta e criminale». Il segretario generale Donato Capece e il segretario regionale per il Lazio Maurizio Somma hanno chiesto «una risposta immediata e rigorosa» da parte dell’Amministrazione e della Magistratura di Sorveglianza, ribadendo la necessità di applicare «i più rigorosi regimi detentivi» e «le necessarie sanzioni disciplinari e penali» ai detenuti responsabili di aggressioni al personale.

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