Truffa sui bonus edilizi, sequestrati beni per 1,4 milioni a Fano

La Guardia di Finanza di Pesaro e Urbino ha eseguito un sequestro preventivo nei confronti di una donna e del marito, accusati di aver creato false unità immobiliari per ottenere agevolazioni fiscali
Pesaro, 29 luglio 2026 – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore superiore a 1,4 milioni di euro nei confronti di una donna residente a Fano, indagata per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il provvedimento, disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pesaro su richiesta della Procura della Repubblica, ha interessato una villa di pregio, una polizza vita e disponibilità finanziarie, finalizzati alla successiva confisca del profitto illecito.
Secondo le indagini della Compagnia di Fano, la donna avrebbe agito in concorso con il marito, orchestrando un sistema fraudolento per ottenere indebitamente agevolazioni fiscali in materia di ristrutturazione edilizia. Il marito, quale legale rappresentante di una società di costruzioni, e la moglie, dipendente della stessa società, avrebbero sfruttato il «Sismabonus Acquisti» e il «Superbonus» per generare crediti d’imposta poi monetizzati.
Il meccanismo fraudolento si basava su un’operazione immobiliare articolata: i due coniugi avrebbero demolito due immobili e ricostruito sulla carta 14 distinte unità abitative, mentre nella realtà sarebbero state realizzate soltanto due abitazioni. Le 14 unità, create mediante un artificioso frazionamento catastale, sarebbero state vendute dal marito alla moglie, che avrebbe corrisposto un importo pari a 1.478.400 euro (circa 105.600 euro per ciascuna unità) utilizzando i crediti d’imposta indebitamente generati.
Le indagini hanno accertato che la documentazione prodotta era formalmente regolare ma non corrispondente allo stato reale dei lavori. Sopralluoghi nei cantieri e perquisizioni presso la sede dell’impresa e gli studi dei professionisti coinvolti hanno fornito riscontri significativi. Le fotografie e la documentazione tecnica acquisite, analizzate da un consulente, hanno confermato la ricostruzione investigativa.
Ulteriori verifiche hanno evidenziato che le 14 unità immobiliari sono state successivamente riunificate, ancora una volta solo documentalmente, nelle due originarie abitazioni. Una è divenuta la residenza dei coniugi, mentre l’altra è stata ceduta a terzi per 615.000 euro. Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.




