Scoperto traffico di olio lubrificante contraffatto: 1.300 tonnellate sequestrate a Bari

La Guardia di Finanza ha notificato 15 avvisi di conclusione indagini. Profitti illeciti superiori al milione di euro nel triennio 2022-2025
Bari, 21 maggio 2026 – La Guardia di Finanza di Bari ha notificato 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di contrabbando e contraffazione di olii lubrificanti.
Le indagini del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Bari hanno ricostruito un circuito illecito attraverso il quale oltre 1.300 tonnellate di olio lubrificante di modesta qualità, spacciato come riconducibile ai marchi Castrol, Petronas e Mobil, sono state immesse in consumo in totale evasione fiscale e destinate al mercato delle autofficine e dei negozi di autoricambi.
Secondo l’accusa, gli ideatori del meccanismo fraudolento si rifornivano del prodotto da un’azienda campana, facendo apparire documentalmente che fosse destinato in Bulgaria, mentre veniva trasportato presso un deposito clandestino nell’altamurano. Lì il prodotto veniva stoccato, travasato e confezionato in fusti metallici, taniche e flaconi con marchi commerciali contraffatti, quindi venduto «in nero» a officine e autoricambi compiacenti.
L’olio così immesso in commercio risultava sottratto al pagamento dell’imposta di consumo e confezionato per giustificare prezzi elevati ai clienti finali. Nonostante le indicazioni sulla confezione suggerissero specifiche tecniche differenti, si trattava sempre della medesima qualità, con rischi di malfunzionamenti nei motori.
L’operazione, denominata «Vuoto a rendere» perché i fusti vuoti venivano sistematicamente riconsegnati dai dettaglianti ai fornitori per essere riempiti, ha portato al sequestro di 2 tonnellate di olio lubrificante, numerosi fusti e contenitori contraffatti, nonché la strumentazione per la riproduzione dei marchi. Nel triennio 2022-2025 il traffico ha raggiunto 1 milione e 395 mila chili, con profitti illeciti superiori al milione di euro derivanti dall’evasione dell’imposta di consumo.
Cinque indagati sono stati segnalati per il confezionamento e l’immissione in consumo del prodotto, mentre altri dieci sono stati coinvolti nel contrabbando in qualità di autotrasportatori e acquirenti.








