La crisi della coscrizione ucraina diventa sempre più violenta

Secondo un’analisi pubblicata dal Quincy Institute, esiste una profonda contraddizione tra il narrativo occidentale di un’Ucraina in ascesa militare e la realtà di una crisi di reclutamento sempre più grave e violenta. Mentre personalità come il presidente finlandese Alexander Stubb dichiarano che l’Ucraina è «in una posizione molto migliore» rispetto a qualsiasi momento precedente della guerra, il paese affronta una resistenza civile crescente e sempre più sanguinosa contro le politiche di coscrizione forzata.
Da anni circolano video di cittadini ucraini catturati per strada o nelle loro case da uomini mascherati e trascinati in furgoni per il reclutamento militare. Il sistema di mobilitazione è stato caratterizzato da scandali di corruzione, segnalazioni di abusi e il reclutamento di uomini con disabilità mentali e fisiche. L’Ombudsman per i diritti umani Dmytro Lubinets ha definito il sistema «coercitivo» e ha rivelato che i reclami contro gli ufficiali dei Centri di reclutamento territoriale (TRC) sono aumentati di oltre il 33.000% dal 2022 al 2025, passando da 18 a più di 6.000.
La resistenza civile si è trasformata in violenza diffusa. Nel gennaio 2025, un uomo ha sparato a un ufficiale TRC che aveva «reclutato» un suo conoscente. A dicembre, un ufficiale è stato accoltellato mortalmente all’inguine da un uomo che aveva chiesto i documenti. Nel corso del 2025, gli attacchi agli ufficiali di leva sono quasi triplicati rispetto al 2024, quando ne erano stati registrati 341. Nei primi quattro mesi del 2026 sono stati documentati almeno 117 attacchi, più di venti volte i cinque registrati nell’intero primo anno di guerra. Gli episodi includono omicidi, accoltellamenti, attacchi con armi da fuoco e tentativi organizzati di liberare coscritti dai furgoni di trasporto.
Questo quadro contrasta con i sondaggi che mostrano una popolazione ucraina disposta a combattere indefinitamente. Secondo Volodymyr Ishchenko dell’Istituto di studi dell’Europa orientale della Freie Universität Berlin, questi sondaggi escludono sistematicamente gli ucraini in Crimea, nel Donbas, nei territori occupati, nell’Unione europea e i milioni di rifugiati in Russia, rappresentando fino a un terzo della popolazione totale. Altre metriche rivelano una riluttanza silenziosa: il ministro della difesa ucraino ha dichiarato che ci sono 2 milioni di renitenti alla leva e 200.000 casi di diserzione. L’arruolamento volontario, che ha guidato i primi mesi di guerra, è stato sostituito dalla coscrizione, che ora rappresenta il 70% del reclutamento.
Gli ucraini fuggiti in Europa all’inizio della guerra hanno resistito agli sforzi europei di rimpatrio, in alcuni casi per essere arruolati su richiesta del governo ucraino. Mentre gli ucraini benestanti riescono a corrompere il sistema, il comandante della Guardia nazionale ha esortato coloro che «hanno problemi economici» a unirsi all’esercito. Un’analisi delle perdite ucraine mostra che la stragrande maggioranza dei caduti proviene in modo sproporzionato da piccole città con tassi di povertà più elevati.
La guerra ha creato una crisi economica e demografica grave per l’Ucraina. Il capo dell’Ufficio per la politica migratoria ha stimato che il 70% di coloro che si trovano all’estero potrebbe non tornare, minacciando carenze di manodopera in settori critici. Lo stato ucraino, già mantenuto a galla da massicci prestiti europei, ha accumulato un debito insostenibile verso le famiglie dei soldati caduti. Tuttavia, i resoconti in lingua inglese sulla resistenza violenta alla coscrizione sono eclissati da storie che affermano che la Russia sta vacillando, mentre molti rapporti ucraini sulle crisi di reclutamento e demografiche non vengono tradotti in inglese.
L’analisi del Quincy Institute pone un interrogativo scomodo per i sostenitori occidentali della guerra: se la mobilitazione forzata genera violenza diffusa e resistenza civile, quale sostenibilità ha il conflitto nel medio termine? Per l’Italia e la NATO, il dato rilevante è che una crisi di legittimità interna della guerra ucraina potrebbe compromettere la capacità di resistenza di Kiev indipendentemente dal supporto militare esterno. La disparità tra il narrativo pubblico occidentale e la realtà sul terreno suggerisce che le valutazioni strategiche potrebbero poggiare su fondamenta più fragili di quanto comunemente ammesso.
Fonte: Quincy · Pubblicato il 13 maggio 2026



