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Biosicurezza e capitale privato: il modello ibrido pubblico-privato

Secondo un’analisi di Chatham House, gli incidenti biologici ad alto impatto – siano essi naturali, accidentali o intenzionali – producono conseguenze che vanno ben oltre la sanità pubblica. Questi eventi possono compromettere le catene di approvvigionamento, interrompere l’attività economica, danneggiare le infrastrutture critiche e minacciare la stabilità sociale e la sicurezza nazionale. L’interazione tra molteplici fattori di rischio sta elevando il livello complessivo di vulnerabilità.

Gli sviluppi recenti hanno evidenziato come biosicurezza, difesa biologica e resilienza economica non possono più essere affrontate in modo compartimentalizzato. Gli eventi di biosicurezza si trasformano rapidamente in crisi di continuità economica. Tuttavia, il sistema attuale soffre di un cronico sottofinanziamento e dipende da modelli di finanziamento pubblico che non risultano più sostenibili nel lungo termine. Questo divario tra il livello di rischio e le risorse effettivamente dedicate alla sua mitigazione richiede approcci innovativi e nuove fonti di capitale.

Il Global Health Programme di Chatham House ha organizzato un workshop per esaminare quale ruolo il capitale privato potrebbe svolgere nel rafforzamento sistematico della biosicurezza. La discussione affronta questioni critiche: come strutturare efficacemente la collaborazione pubblico-privata in questo ambito e quali attori dovrebbero partecipare alla definizione del sistema; quale sia la proposta di valore per i governi e per il settore privato nell’investire in biosicurezza; se la biosicurezza possa emergere come una nuova classe di asset e quali strumenti i governi potrebbero utilizzare per ridurre il rischio di questi investimenti.

L’evento, a inviti, è stato finanziato da Resilience Nexus e rappresenta un tentativo di esplorare modelli alternativi di finanziamento per un settore strategico tradizionalmente affidato esclusivamente alle risorse pubbliche.

L’analisi di Chatham House tocca un punto critico per la NATO e l’Italia: la biosicurezza è ormai una questione di difesa nazionale, non solo sanitaria. Il modello pubblico-privato proposto rispecchia una tendenza più ampia nella dottrina NATO verso la resilienza civile integrata, dove il settore privato diventa parte della catena di sicurezza. Per l’Italia, questo significa ripensare come il tessuto industriale e finanziario nazionale può contribuire alla preparazione biologica, un ambito dove il nostro Paese ha competenze significative ma risorse pubbliche limitate.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 12 maggio 2026

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