Guardia di Finanza

Rovigo, chiuso centro estetico abusivo e sequestrata autofficina

La Guardia di Finanza scopre prodotti cosmetici potenzialmente cancerogeni. Sanzioni fino a 15.500 euro

Rovigo, 25 giugno 2026 – La Guardia di Finanza ha chiuso un centro estetico nel capoluogo polesano e sequestrato un’autofficina a Ficarolo nell’ambito della campagna contro l’abusivismo economico. Due attività completamente irregolari, prive delle autorizzazioni necessarie e gestite senza alcun rispetto della normativa di settore.

Nel centro estetico del centro cittadino, i finanzieri del Gruppo di Rovigo hanno individuato un’attività di nail artist gestita da una donna di 40 anni di nazionalità ucraina. La titolare non aveva mai richiesto le autorizzazioni comunali e sanitarie, né aveva presentato la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) al Comune. Operava inoltre con una collaboratrice di 36 anni assunta in nero. Entrambe prive dell’abilitazione professionale necessaria per esercitare la professione.

Durante il controllo, i finanzieri hanno rinvenuto oltre 30 confezioni di cosmetici per la ricostruzione in gel delle unghie contenenti TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide), sostanza ritenuta potenzialmente tossica e cancerogena secondo l’Unione Europea. I prodotti sono stati sottoposti a sequestro probatorio penale. La nail artist è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Rovigo per il reato – secondo l’ipotesi accusatoria – di produzione, detenzione o commercio di cosmetici dannosi per la salute umana. Le Fiamme Gialle hanno provveduto al sequestro amministrativo del locale e di tutte le attrezzature, contestando una sanzione pecuniaria fino a 15.314,00 euro, con segnalazione al Comune e alla Camera di Commercio di Rovigo.

A Ficarolo, i finanzieri della Tenenza di Occhiobello hanno scoperto un’autofficina completamente abusiva dove un uomo di 50 anni esercitava l’attività di meccanico su cicli e motocicli senza i requisiti tecnico-professionali necessari e senza iscrizione all’albo degli autoriparatori. Non aveva neppure richiesto una partita Iva all’Agenzia delle Entrate. È stato disposto il sequestro amministrativo dell’intera autofficina con tutta l’attrezzatura professionale (banchi da lavoro, cavalletti, ponte, compressori e pezzi di ricambio), con contestazione di una sanzione fino a 15.500,00 euro.

Le indagini sono ancora in corso per determinare la base imponibile sottratta a tassazione in entrambi i casi.

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