Il programma nucleare iraniano dopo gli attacchi: scenari e negoziati
Secondo un’analisi dell’European Council on Foreign Relations (ECFR), a quasi un anno dai bombardamenti americani e israeliani contro l’Iran, cresce l’incertezza attorno al futuro del programma nucleare iraniano. Con un fragile cessate il fuoco in atto, l’istituto ha sviluppato uno strumento di monitoraggio aggiornato mensilmente che traccia gli scenari possibili e le traiettorie di negoziazione, ispezione e potenziale escalation.
L’analisi, condotta da Kelsey Davenport (direttore della politica di non proliferazione presso l’Arms Control Association) e Ellie Geranmayeh (vice direttrice del programma Medio Oriente e Nord Africa dell’ECFR), parte da un’osservazione centrale: i soli attacchi militari non hanno risolto il dilemma nucleare iraniano. Qualsiasi accordo duraturo dipenderà invece da un processo graduale di costruzione della fiducia, da ispezioni intrusive e da compromessi politici difficili da entrambi i lati.
Lo strumento dell’ECFR articola sei scenari distinti per il programma nucleare iraniano nei prossimi mesi, offrendo ai decisori politici una mappa delle possibilità. L’analisi identifica tre questioni critiche che determineranno l’esito dei negoziati futuri. La prima riguarda il destino delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito: quale sarà il livello di arricchimento accettabile e come gestire le quantità già accumulate. La seconda concerne i disaccordi persistenti tra Teheran e Washington su due fronti: il grado di arricchimento dell’uranio consentito e la durata di un eventuale moratoria sulle attività nucleari iraniane. La terza questione riguarda la capacità degli ispettori internazionali di ripristinare il monitoraggio dopo quasi un anno di accesso limitato ai siti nucleari iraniani.
L’ECFR sottolinea il ruolo potenziale dell’Europa nel plasmare i negoziati futuri. In un contesto dove la diplomazia rimane l’unica via per una soluzione stabile, gli attori europei potrebbero fungere da mediatori, sfruttando la loro posizione di relativa neutralità rispetto alle posizioni più rigide di Washington e alle esigenze di sicurezza di Israele. Il monitoraggio mensile consente di tracciare i progressi e gli arretramenti in tempo reale, fornendo una base informativa per le decisioni diplomatiche.
L’ECFR riconosce implicitamente che la strategia militare pura non esaurisce le opzioni di sicurezza nel dossier nucleare iraniano: una lezione che la NATO e l’Italia dovrebbero considerare nel contesto più ampio della stabilità mediorientale. Il focus sulla ricostruzione del regime ispettivo internazionale sottolinea come la verifica tecnica rimanga il fondamento di qualsiasi accordo credibile, una competenza dove l’Europa ha ancora margini di influenza. La questione dell’uranio altamente arricchito è intrinsecamente legata ai calcoli di deterrenza regionale, con implicazioni che si estendono oltre il nucleare verso gli equilibri nel Golfo Persico.
Fonte: ECFR · Pubblicato il 22 maggio 2026




