Parma, arrestato imprenditore per appropriazione indebita e frodi fiscali

Sequestrati beni per 1,5 milioni di euro. Scoperte anche posizioni finanziarie estere per oltre 3 milioni
Parma, 27 maggio 2026 – Un imprenditore residente a Parma è stato posto agli arresti domiciliari con l’interdizione dall’esercizio della carica di amministratore di società per 12 mesi. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia su richiesta della Procura della Repubblica di Imperia. Complessivamente sono tre gli indagati, accusati di omessa dichiarazione dei redditi, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.
L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma nella mattinata di oggi. Lo scorso marzo era stato già eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 1,5 milioni di euro, importo corrispondente al profitto dei reati contestati, su disponibilità liquide e immobili nel territorio parmense.
Durante le perquisizioni a Parma, con il supporto di un’unità cinofila specializzata nella ricerca di denaro e del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), sono state individuate importanti posizioni finanziarie estere riconducibili al principale indagato: un bond inglese del valore di oltre 3 milioni di euro e titoli partecipativi di una società del Principato di Monaco.
Le indagini hanno preso avvio dall’esame di flussi finanziari anomali. Gli investigatori hanno ricostruito come il principale indagato avrebbe distratto introiti aziendali originati dalla vendita di unità immobiliari, a danno della società parmigiana di cui era amministratore, omettendo di dichiarare al fisco le relative entrate sui conti personali.
Le somme distratte sarebbero transitate su un conto corrente intestato a una società omonima a quella effettivamente danneggiata, con sede a Sanremo e formalmente intestata a un altro degli indagati. Da lì sarebbero state trasferite su un conto di una società francese nella titolarità effettiva dell’imprenditore parmigiano e in parte su quello di un centro massaggi veronese, legalmente rappresentato dal terzo indagato.



