Palermo, sequestrati 259 dispositivi medici privi di certificazioni

La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto del Gip. Indagato il legale rappresentante di una società di commercio all’ingrosso
Palermo, 17 luglio 2026 – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo ha dato esecuzione a un decreto del Gip presso il Tribunale di Palermo disponendo il sequestro preventivo di 259 tipologie di dispositivi sanitari distribuiti a presidi pubblici e privati, privi delle prescritte attestazioni di conformità e di sicurezza per la salute. Il sequestro riguarda materiale commercializzato da una società esercente l’attività di commercio all’ingrosso di articoli medicali.
Il legale rappresentante della società è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro ente pubblico e falsità materiale commessa da privato. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, si sono inizialmente focalizzate su due tipologie di dispositivi sanitari destinati alla diagnostica per immagini, forniti all’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo e distribuiti a partire dal 2021 ai diversi presidi ospedalieri.
Gli accertamenti hanno evidenziato che il primo prodotto non era stato registrato nella banca dati nazionale istituita presso il Ministero della Salute. Il secondo era stato registrato sulla base di documentazione falsa e non idonea ad attestarne la conformità tecnica e di sicurezza. La società fornitrice aveva prodotto una dichiarazione qualificandosi falsamente come fabbricante e un certificato di conformità riferito a un produttore cinese non associabile all’articolo medicale in questione.
Sulle etichette di entrambi i dispositivi, inoltre, l’azienda aveva riportato indebitamente il proprio logo quale fabbricante e i riferimenti identificativi di organismi di certificazione tedeschi che, interpellati durante le investigazioni, hanno disconosciuto qualsiasi rapporto contrattuale con la stessa.
Le indagini si sono estese a tutti gli articoli medicali commercializzati dalla società, individuando ulteriori 257 tipologie di dispositivi – tra cui siringhe da infusione e irrigazione, sistemi di raccolta urine, strumenti per il monitoraggio della pressione, apparati tubolari, deflussori – registrati mediante documentazione tecnica e certificazioni predisposte fraudolentemente. Anche su tali dispositivi sarebbero stati illecitamente apposti il logo della società quale fabbricante e i marchi CE riconducibili agli organismi di certificazione.
Le verifiche contabili hanno evidenziato rapporti commerciali con oltre 50 strutture sanitarie, pubbliche e private, distribuite su tutto il territorio nazionale, nonché con circa 30 operatori di settore. I dispositivi medici sarebbero stati forniti per un valore commerciale di circa 2 milioni di euro. Il Ministero della Salute ha disposto l’interruzione dell’immissione in commercio dei dispositivi, la cancellazione dalla banca dati nazionale e l’immediata sospensione dell’utilizzo presso tutte le strutture sanitarie nazionali.




