Yacht importato illegalmente dall’Australia: uno indagato si dichiara colpevole

La Procura europea di Venezia ha scoperto un contrabbando di una barca a vela. Sequestrato il natante nel porto di Trieste
Lussemburgo, 26 giugno 2026 – La Procura europea (EPPO) di Venezia ha emesso un atto d’accusa nei confronti di un indagato per importazione fraudolenta di uno yacht dall’Australia senza dichiarazione doganale, al fine di evadere il pagamento dell’IVA. Un secondo indagato ha raggiunto un accordo con la procura, soggetto all’approvazione del tribunale.
L’imbarcazione, una barca a vela vincitrice di numerose regate internazionali, è entrata nelle acque territoriali italiane nel 2019 e da allora è stata ormeggiata nel porto di Trieste o tenuta in deposito a Monfalcone. Lo yacht non è stato sottoposto alle autorità doganali per lo sdoganamento né per l’espletamento delle formalità richieste.
Secondo le indagini, il reato sarebbe stato commesso congiuntamente da uno skipper con base a Trieste, che ha importato l’imbarcazione, e dal direttore di una società australiana, proprietaria dello yacht. Il direttore della società australiana si è dichiarato colpevole e ha raggiunto un accordo con la procura: sarà condannato a cinque mesi e dieci giorni di reclusione con sospensione condizionale della pena e al pagamento di una multa di 134.246 euro.
L’altro indagato, l’importatore dell’imbarcazione, è stato incriminato. Se riconosciuto colpevole, rischia fino a tre anni di carcere, oltre a una multa pari al 200% delle tasse evase. Lo yacht è stato sequestrato il 10 febbraio 2025. Nel dicembre 2025, a seguito del pagamento dell’IVA evasa pari a circa 433.000 euro, l’imbarcazione è stata rilasciata. L’indagine ha avuto il supporto della Guardia di Finanza italiana, in particolare della Stazione Navale di Trieste e del I Gruppo.




