Guardia di Finanza

Lavoro nero nella ristorazione: tre irregolari su cinque in un ristorante di Roma

La Guardia di Finanza ha segnalato il caso all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per la sospensione dell’attività

Roma, 11 maggio 2026 – La Guardia di Finanza ha scoperto tre lavoratori completamente in nero durante un controllo in un ristorante dell’XI Municipio di Roma. Su cinque dipendenti identificati dai militari del II Gruppo di Ostia, tre risultavano privi della comunicazione obbligatoria (Unilav) e dunque impiegati senza alcuna regolarizzazione.

L’intervento rientra nei servizi di contrasto all’impiego di manodopera irregolare condotti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza nel territorio. Durante l’accesso ispettivo, i finanzieri hanno verificato l’osservanza delle norme sulla tutela dei rapporti di lavoro e della legislazione sociale, accertando le gravi irregolarità.

La posizione è stata segnalata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl) per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Sono stati informati anche l’Inps e l’Inail per le rispettive competenze in materia previdenziale e assicurativa.

Secondo la Guardia di Finanza, l’impiego di lavoratori non regolarizzati genera un duplice danno. Sul piano sociale, la mancanza di un contratto regolare priva i dipendenti delle tutele fondamentali in materia di assistenza, previdenza e sicurezza sul lavoro, esponendoli a forme di precarietà e sfruttamento. Dal punto di vista economico, il ricorso al lavoro sommerso crea concorrenza sleale: abbattendo indebitamente i costi del personale e gli oneri contributivi, l’esercente irregolare altera le dinamiche del mercato, danneggiando gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole.

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