Carabinieri

Truffa da 3,5 milioni a una 66enne, arrestato 22enne a Napoli

L’impronta digitale sul veicolo della vittima ha permesso ai carabinieri di identificare l’indagato. Coordinamento della Procura di Roma

Roma, 9 giugno 2026 – Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri della Stazione di Roma Salaria hanno rintracciato e arrestato a Napoli un 22enne, gravemente indiziato di truffa aggravata in concorso. Il Tribunale di Roma ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere il 3 giugno.

L’indagine trae origine dai fatti avvenuti lo scorso 21 aprile a Roma. Una donna di 66 anni era stata contattata telefonicamente da finti agenti della Polizia di Stato. I truffatori avevano camuffato il numero per far apparire la chiamata proveniente dalla Questura di Roma e avevano paventato il suo coinvolgimento in un’indagine per rapina in gioielleria, presumibilmente commessa con l’autovettura del padre defunto.

Per rendere credibile l’inganno, i malviventi avevano inviato alla donna falsa documentazione giudiziaria tramite WhatsApp che la indicava come indagata. Sotto la minaccia delle indagini, le avevano intimato di non parlare con il coniuge e le avevano prospettato la necessità di far verificare i gioielli e i valori in suo possesso a un sedicente perito del Tribunale.

In preda al panico, la donna aveva consegnato ai complici, presentatisi presso la sua abitazione, una scatola di gioielli, 650 euro in contanti, 3.000 dollari, 2.500 franchi svizzeri e una borsa prelevata da una cassetta di sicurezza contenente monili e preziosi. Il danno complessivo è stimato in circa 3.500.000 euro.

La svolta investigativa è arrivata grazie ai rilievi scientifici. I Carabinieri hanno isolato un’impronta digitale lasciata sull’autovettura della vittima. Gli accertamenti del Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Roma hanno permesso di identificare l’indagato, la cui responsabilità è stata confermata anche tramite riconoscimento fotografico.

Il 22enne è stato arrestato e tradotto presso il carcere di Napoli Poggioreale. Le indagini proseguono per identificare i suoi complici.

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