275 commissari della Polizia di Stato giurano fedeltà alla Repubblica

Cerimonia a Roma alla presenza del ministro Piantedosi e del capo della Polizia Pisani. Il contingente più numeroso degli ultimi corsi di formazione
Roma, 12 giugno 2026 – Duecentosettantacinque commissari della Polizia di Stato hanno giurato fedeltà alla Repubblica nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica «Ennio Morricone» di Roma, a conclusione del 113° bis e del 114° corso di formazione. Alla cerimonia hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani.
Il giuramento rappresenta il contingente più numeroso degli ultimi corsi di formazione e segna l’entrata in servizio operativo dei commissari. La cerimonia assume un doppio valore simbolico perché cade nell’arco del centenario dall’istituzione della Scuola Superiore di Polizia, che da cento anni forma la classe dirigente della Polizia di Stato.
Il direttore della Scuola Superiore di Polizia Mario Viola, prima di leggere la formula del giuramento, si è rivolto ai commissari dicendo: «Guardate al futuro con fiducia e con coraggio, nella consapevolezza che la Scuola vi ha fornito le competenze per affrontare con equilibrio e professionalità le delicate responsabilità che vi attendono».
Nel suo intervento, il ministro Piantedosi ha sottolineato l’importanza della giornata, affermando che da domani i commissari saranno chiamati a mettere a disposizione dell’Amministrazione e del Paese le conoscenze acquisite. Ha evidenziato le sfide future: intelligenza artificiale, sicurezza cibernetica, trasformazioni demografiche, economiche e culturali. «L’apprendimento permanente sarà una componente essenziale della professionalità del funzionario», ha detto.
Il capo della Polizia Pisani ha ringraziato le famiglie dei commissari per l’educazione ricevuta e ha ricordato che la scelta dei padri costituenti di affidare a un’autorità ad ordinamento civile le funzioni di Autorità di Pubblica Sicurezza rende i poliziotti «semplici cittadini al servizio dei cittadini». Ha esortato i commissari a «essere portatori di idee, di nuove soluzioni organizzative, di nuovi modelli operativi» e ha concluso affermando che «l’esercizio delle funzioni di Autorità di Pubblica Sicurezza richiede equilibrio e responsabilità», un compito che si può affrontare con la passione.
Alla cerimonia hanno assistito il sottosegretario di Stato all’Interno Nicola Molteni, il sottosegretario Wanda Ferro, il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Lorenzo Guerini, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo e il presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza Alessandro Battilocchio. Presenti anche i familiari dei giovani commissari.
Durante la cerimonia è stata esposta la teca con i resti della «Quarto Savona Quindici», l’auto su cui viaggiavano Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo il giorno della strage di Capaci. All’ingresso dell’auditorium è stata esposta anche l’Alfetta 1.8 su cui furono uccisi i poliziotti Rivera, Iozzino e Zizzi mentre erano di scorta all’onorevole Aldo Moro, nel 1978.
I commissari hanno conseguito anche il Master universitario di secondo livello in «Organizzazione, Management pubblico e Leadership nella Pubblica Sicurezza» presso la LUISS School of Government, consolidando competenze manageriali su tematiche quali il management pubblico, gli scenari geopolitici internazionali, l’etica pubblica e l’innovazione tecnologica applicata alla sicurezza.










