Frode su finanziamento pubblico, sequestrati 4 milioni di euro a Catania

La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento del Tribunale. Coinvolte un’impresa di mobilità sostenibile e una società con sede nel Delaware
Catania, 4 agosto 2026 – La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di 4 milioni di euro nei confronti di persone fisiche e società coinvolte in una frode legata alla percezione di un finanziamento assistito da garanzia pubblica. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, è stata condotta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma con il supporto dei Comandi Provinciali di Palermo, Catania e Modena.
Al centro dell’inchiesta un’impresa catanese operante nel settore della mobilità sostenibile, che nel maggio 2024 ha ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro da un istituto di credito. Le indagini hanno ricostruito un meccanismo fraudolento fondato su un fittizio aumento di capitale sociale, deliberato unicamente per accedere al finanziamento e formalmente eseguito dalla società detentrice della maggioranza delle quote dell’impresa beneficiaria, anch’essa con sede a Catania. L’operazione è stata documentata mediante un assegno bancario mai effettivamente negoziato.
Secondo gli accertamenti, l’investimento dichiarato doveva servire a sviluppare una collaborazione con un’azienda nazionale nel settore della micromobilità, con la società beneficiaria incaricata di gestire i mezzi sul territorio utilizzando il marchio e la tecnologia dell’impresa partner. Una volta accreditate, le somme sono state interamente trasferite in 72 ore a una società statunitense con sede nel Delaware, sulla base di documentazione riferita all’acquisto di 3.500 monopattini mai giunti in Italia e di una fattura per 4,8 milioni di euro risultata priva di effettività commerciale e giuridica.
I rappresentanti legali delle due società sono indagati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e false comunicazioni sociali. Nei confronti delle società sono stati inoltre ravvisati illeciti amministrativi derivanti da reato. Il Tribunale di Catania ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni, disponibilità finanziarie e altre utilità sino a concorrenza dei 4 milioni di euro, ritenuto profitto del meccanismo fraudolento.







