Violenze e minacce di morte contro moglie e amante, arrestato dai Carabinieri

L’indagato avrebbe maltrattato sistematicamente due donne. L’inchiesta è partita da accessi sospetti al pronto soccorso dei figli minori
San Ferdinando, 5 maggio 2026 – I Carabinieri della Stazione di San Ferdinando hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo del luogo, gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura della Repubblica, diretta da Emanuele Crescenti.
Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, l’indagato avrebbe sottoposto a violenze sistematiche due donne: la moglie, costretta a subire aggressioni anche davanti ai quattro figli minori, e una compagna extraconiugale, anch’essa vittima di percosse, minacce e umiliazioni.
L’inchiesta non è nata da una denuncia, mai presentata a causa della paura e della totale soggezione delle vittime, ma dall’intuito investigativo dei Carabinieri. A far scattare l’allarme sono stati ripetuti accessi sospetti ai pronto soccorso degli ospedali di Gioia Tauro e Polistena da parte dei figli minori, con ferite e traumi liquidati come banali incidenti domestici o stradali, mai riscontrati nei sistemi operativi delle Forze dell’Ordine.
Da questa anomalia è partita un’articolata attività investigativa, supportata da intercettazioni ambientali e telefoniche, che ha fatto emergere una realtà di violenza e terrore. La moglie sarebbe stata ripetutamente percossa, colpita anche con un braccio ingessato, strattonata, trascinata e sbattuta contro i muri, spesso sotto gli occhi dei figli. In un episodio di particolare gravità, l’uomo avrebbe tentato di soffocarla nel sonno premendole un cuscino sul volto. Le aggressioni erano accompagnate da insulti e minacce di morte, fino a evocare – in confidenze a familiari – la volontà di «sfilettarla».
La compagna extraconiugale era sottoposta a un controllo ossessivo e a ripetute aggressioni fisiche, una delle quali le avrebbe provocato la rottura del labbro, con l’imposizione di non ricorrere a cure mediche. Anche per lei un quotidiano fatto di insulti, vessazioni e minacce.




