Polizia di Stato

Bologna intitola la sede della Polizia Stradale a Stefano Biondi, caduto in servizio nel 2004

Cerimonia alla presenza delle massime autorità civili e militari. L’assistente fu travolto da un’auto in fuga durante un controllo in autostrada

Bologna, 28 aprile 2026 – Si è svolta oggi a Bologna la cerimonia di intitolazione della sede del Compartimento di Polizia Stradale per l’Emilia Romagna alla memoria dell’Assistente della Polizia di Stato Stefano Biondi, deceduto in servizio il 20 aprile 2004. Alla cerimonia hanno partecipato il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese, in rappresentanza del Capo della Polizia, il Prefetto di Bologna Enrico Ricci, il Questore Gaetano Bonaccorso, il Presidente del Consiglio Comunale Maria Caterina Manca, il Direttore del Servizio Polizia Stradale Santo Puccia e il Dirigente del Compartimento Simonetta Lo Brutto.

Biondi, nato a Cervia il 17 novembre 1976, era entrato in polizia il 21 luglio 1995. Dopo esperienze presso varie sedi, era stato assegnato alla Sottosezione di Polizia Stradale di Modena Nord. Il 20 aprile 2004, durante un servizio di vigilanza sull’Autostrada del Sole, tentò di fermare un’auto in fuga dopo una rapina e fu travolto dal veicolo dei malviventi.

Per il gesto eroico gli è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile e la promozione per merito straordinario alla memoria. La cerimonia ha visto lo svelamento della targa commemorativa e la benedizione della struttura, alla presenza della mamma Loredana e della sorella Marzia, oltre a colleghi della Polizia di Stato e autorità civili, militari e religiose.

Durante la cerimonia, il Prefetto Cortese ha sottolineato come «Stefano avesse già capito, a meno di trent’anni, che indossare la divisa fosse un impegno morale, quello di essere sempre presente, soprattutto nelle situazioni di pericolo. E questo lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Stradale che ogni giorno, portando con sé lo stesso senso di responsabilità e lo stesso silenzioso coraggio, compiono il loro servizio lungo le strade del nostro Paese, dove il rischio è concreto, quotidiano».

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