Arrestato il «telefonista» delle truffe agli anziani, latitante da un anno

Ventisettenne di origini napoletane catturato a Viareggio. Accusato di 42 episodi di estorsione e truffa per oltre 300mila euro
Viareggio, 24 luglio 2026 – Si è conclusa nel centro di Viareggio la latitanza di un ventisettenne di origini napoletane, gravemente indiziato di 42 episodi di estorsione e truffa aggravata ai danni di persone anziane in varie città italiane. L’uomo è stato arrestato al termine di una complessa attività di ricerca condotta dai Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave.
L’arresto è avvenuto mentre l’indagato passeggiava con la propria famiglia in Viale Regina Margherita. Vedendo transitare una pattuglia della Polizia di Stato, ha tentato la fuga a piedi verso il molo. Gli agenti lo hanno raggiunto e l’uomo si è arreso, ammettendo di essere scappato perché sapeva di essere ricercato. Nonostante i tentativi di depistaggio e l’esibizione di dati fittizi, gli accertamenti ne hanno confermato l’identità. È stato trasferito nella Casa Circondariale di Lucca in virtù dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma.
Le indagini hanno avuto inizio agli inizi del 2023 a seguito della denuncia di un’anziana di 81 anni presso la Stazione Carabinieri di Ostia Antica. La donna era stata raggirata con la tecnica del «finto nipote» e del «finto operatore postale», indotta a consegnare 14mila euro in contanti e 200 grammi di oro sotto la minaccia di una denuncia a carico della figlia.
L’indagato ricopriva il ruolo chiave di «telefonista»: consultando vecchi elenchi telefonici cartacei di varie province italiane, individuava vittime vulnerabili di età compresa tra 54 e 96 anni. Le raggiungeva telefonicamente e le manipolava simulando gravi emergenze, finti fermi da parte delle forze dell’ordine o imminenti pericoli di denunce ai familiari, spingendole a consegnare denaro e gioielli.
Gli episodi contestati, commessi tra Lazio, Toscana e Campania nei comuni di Roma, Monterotondo, Albinia, Salerno, Cava dei Tirreni, Bagnaia, Meta di Sorrento, Aversa, Portici, Castellammare di Stabia, Qualiano e San Felice a Cancello, hanno generato un volume d’affari illecito stimato in oltre 300mila euro tra contanti, gioielli e oggetti in oro.
Durante la prima fase d’indagine, i Carabinieri avevano già arrestato in flagranza tre persone sorprese a ritirare il denaro presso i domicili degli anziani. A casa dell’indagato a Napoli furono sequestrati elenchi telefonici, dispositivi mobili, 10mila euro in contanti e orologi di pregio. Dopo l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, l’uomo si era reso immediatamente irreperibile. Per oltre un anno, lui e il suo nucleo familiare hanno adottato rigidi accorgimenti per eludere le ricerche, scambiando continuamente abitazioni, utenze telefoniche, profili social e conti correnti. I Carabinieri hanno messo in campo una strategia d’indagine avanzata attraverso analisi informatiche e bancarie in collaborazione con i principali colossi tecnologici, piattaforme social e sistemi di pagamento digitale, oltre a controlli tradizionali, perquisizioni e pedinamenti.







