Milano, smantellata rete di sfruttamento della prostituzione: 7 arresti

Operazione della Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Sequestrati beni per 350mila euro e 5 immobili utilizzati come centri illeciti
Milano, 28 luglio 2026 – La Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Milano, con il supporto di Polizia di Stato e Guardia di Finanza, ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 7 persone indagate per associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, permanenza illegale sul territorio e autoriciclaggio. Otto indagati sono stati portati in carcere, due agli arresti domiciliari.
L’operazione ha portato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per circa 350mila euro, ritenuti profitto del reato di autoriciclaggio, oltre a 5 immobili a Milano utilizzati sistematicamente per lo sfruttamento della prostituzione.
Le indagini hanno ricostruito l’esistenza di un’associazione per delinquere operante nel territorio milanese attraverso una rete di centri benessere e case private gestite da cittadini italiani e marocchini. All’interno di questi locali veniva svolta attività abituale e professionale di prostituzione, principalmente da donne di origini straniere.
Secondo l’inchiesta, ciascun associato aveva ruoli ben definiti: dal finanziamento della struttura illecita all’individuazione dei locali, dall’assunzione fittizia delle ragazze alla riscossione delle quote, dalla pubblicità su portali specializzati alla gestione delle linee telefoniche per fissare appuntamenti con i clienti, con annesso tariffario per le prestazioni sessuali.
Gli indagati avevano creato finti contratti di lavoro attraverso società e associazioni no profit costituite ad hoc con scopi culturali e ricreativi, al fine di favorire l’ingresso e la permanenza illegale di cittadine straniere nel territorio dello Stato.
L’analisi di numerosi conti correnti italiani ed esteri, intestati agli indagati e alle diverse società utilizzate – alcune operanti nel settore informatico e immobiliare – ha consentito di ricostruire il flusso di denaro proveniente dall’attività illecita, confermando il quadro indiziario relativo al reato di autoriciclaggio.




