Polizia Penitenziaria

Carceri, SAPPE: presunzione d’innocenza vale anche per i poliziotti

Il sindacato critica il linguaggio usato dal pm nella requisitoria del processo su Santa Maria Capua Vetere

Roma, 23 luglio 2026 – Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) interviene sul procedimento penale relativo ai fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere, rivendicando il principio costituzionale della presunzione d’innocenza anche per i poliziotti penitenziari. «La presunzione di innocenza è un principio costituzionale. Vale per tutti. Anche per i poliziotti penitenziari», afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE.

Il sindacato esprime perplessità sul linguaggio utilizzato nella requisitoria del processo. Secondo quanto riferito da agenzie di stampa, il pubblico ministero Alessandro Milita avrebbe rivolto all’imputato Gaetano Manganelli, già comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e oggi comandante dell’istituto di Salerno, l’espressione «Sei un criminale». Il SAPPE ritiene che tale linguaggio destabilizzi l’equilibrio processuale. «Il pubblico ministero, pur esercitando una funzione pubblica di primaria rilevanza, è parte del processo penale e sostiene l’accusa nel contraddittorio con la difesa», spiega Capece. «Le sue argomentazioni dovrebbero rimanere ancorate alla contestazione dei fatti e alla valutazione delle prove, senza ricorrere a espressioni che possano assumere il significato di una condanna anticipata».

Capece sottolinea che definire una persona «criminale» prima di una sentenza definitiva rischia di travalicare il piano della dialettica processuale e di entrare in tensione con l’articolo 27 della Costituzione. «La presunzione di innocenza non è un favore concesso agli imputati. È una garanzia costituzionale posta a tutela di ogni cittadino. Se si comincia a metterla in discussione per qualcuno, si finisce per indebolirla per tutti».

Il SAPPE richiama inoltre le difficoltà operative delle carceri italiane, caratterizzate da sovraffollamento, violenze, aggressioni e carenze di organico. «I poliziotti penitenziari svolgono un servizio delicatissimo per lo Stato e non meritano di essere esposti a una condanna preventiva sul piano mediatico», afferma il segretario generale. Il sindacato ribadisce il massimo rispetto per l’autonomia della magistratura, ma auspica che il dibattimento prosegua nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali, «evitando qualsiasi anticipazione di giudizio».

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