Scoperta fabbrica clandestina di sigarette tra Pavia e Cremona

Sequestrate 18 tonnellate di tabacco e 300mila pacchetti contraffatti. Un arresto e 14 denunce
Caserta, 23 luglio 2026 – La Guardia di Finanza ha smantellato una fabbrica clandestina di sigarette attiva nella provincia di Pavia e un deposito nella provincia di Cremona. L’operazione, condotta dai Comandi Provinciali di Caserta e Frosinone in sinergia, ha portato al sequestro di circa 300mila pacchetti di sigarette contraffatte, 13mila chilogrammi di tabacco e due linee produttive industriali. Un cittadino italiano è stato arrestato e 14 persone denunciate per contrabbando di tabacchi lavorati e contraffazione di marchi.
L’indagine è nata da un controllo straordinario del territorio sull’autostrada A1, all’altezza dell’uscita di Cassino. I finanzieri hanno fermato un furgone con targa italiana che percorreva il tratto in direzione Napoli, già notato nei giorni precedenti per modalità di marcia sospette. All’interno sono stati trovati oltre 50mila pacchetti di sigarette di contrabbando con marchi Marlboro e Winston, pronti per essere immessi sul mercato illegale.
L’autista, cittadino italiano di origini campane, è stato arrestato su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e trasferito in carcere. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di risalire al capannone di Campospinoso Albaredo, in provincia di Pavia, dove operava la fabbrica clandestina.
All’interno dello stabilimento, di circa 5mila metri quadri, sono stati trovati macchinari e impianti in grado di gestire l’intero ciclo produttivo: essiccazione e trinciatura del tabacco, fabbricazione delle sigarette, confezionamento dei pacchetti e delle casse. Erano presenti anche 12 cittadini stranieri (ucraini e moldavi) intenti alle lavorazioni, oltre a locali allestiti a dormitorio, cucina, refettorio e lavanderia. L’opificio era gestito con particolare riserbo: le pareti erano rivestite di materiale fonoassorbente e in uso gruppi elettrogeni per evitare picchi di consumo elettrico.
La perquisizione nel magazzino di Spino d’Adda, in provincia di Cremona, ha scoperto scorte di materie prime e prodotti finiti, nonché mezzi per la movimentazione e un alloggio di servizio per due persone incaricate della gestione e vigilanza del sito.
Il valore complessivo dei prodotti sottratti al mercato illegale e dell’intera linea di produzione è stimato intorno ai 5 milioni di euro.










