Frodi fiscali nella manodopera: Bergamo recupera 1,3 milioni per l’Erario

La Guardia di Finanza smantella una rete di cooperative fittizie. Sequestri e pignoramenti coordinati con l’Agenzia delle entrate
Bergamo, 10 luglio 2026 – La Guardia di Finanza ha recuperato oltre 1,3 milioni di euro per l’Erario attraverso un’operazione coordinata con l’Agenzia delle entrate-Riscossione, conclusa a seguito di indagini su un complesso sistema di frodi fiscali nel settore della manodopera.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo e condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, hanno ricostruito un meccanismo illecito basato su una rete di società cooperative riconducibili a un consorzio gestito da un soggetto ritenuto «dominus» dell’intera struttura.
Il sistema prevedeva che i consorzi fornissero manodopera ai clienti finali mediante il subappalto delle prestazioni a cooperative prive di effettiva struttura aziendale e formalmente intestate a prestanome. I flussi di fatturazione transitavano tra committenti, consorzi e cooperative, consentendo a queste ultime di accumulare ingenti debiti fiscali successivamente compensati attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti. Parte dei profitti illeciti veniva inoltre distratta in contanti o trasferita verso altri soggetti, anche esteri.
Nel corso delle investigazioni erano stati sottoposti a sequestro preventivo disponibilità finanziarie, beni immobili e somme su conti correnti per un valore complessivo di oltre 3,7 milioni di euro. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha successivamente disposto l’archiviazione della posizione di due indagati per intervenuta prescrizione, ordinando la restituzione dei beni loro riconducibili.
Prima di eseguire il dissequestro, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha svolto ulteriori approfondimenti accertando la presenza di rilevanti carichi pendenti per debiti erariali, tributari e sanzionatori. La Procura ha quindi interessato l’Agenzia delle entrate-Riscossione per l’attivazione delle procedure di recupero coattivo.
Il coordinamento operativo tra Guardia di Finanza e Agenzia delle entrate-Riscossione di Bergamo e Ravenna ha consentito di coniugare l’esecuzione del provvedimento giudiziario con la tutela del credito erariale. Le fiamme gialle hanno dato esecuzione al dissequestro delle somme e, contestualmente, gli uffici della riscossione hanno attivato i pignoramenti presso gli istituti di credito per il recupero dei debiti fiscali accertati, soddisfacendo cartelle esattoriali per un importo complessivo superiore a 1,3 milioni di euro.






