Esercito: la prontezza psicologica al centro dell’addestramento

L’8° Workshop di Psicologia e Psichiatria Militare affronta la sfida della resilienza mentale nelle operazioni contemporanee.
Si è svolto presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito l’8° Workshop di Psicologia e Psichiatria Militare, promosso dall’Ufficio di Psicologia e Psichiatria Militare del I Reparto RAGEP e dall’Ufficio Formazione e Politica d’Impiego del DIPE dello Stato Maggiore dell’Esercito. L’evento, che ha registrato oltre 30 mila interazioni web sul portale di Forza Armata, ha affrontato il tema della Human Performance e della Prontezza Psicologica nelle Operazioni Militari.
Nel suo indirizzo di apertura, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha sottolineato come la mente del soldato rappresenti il vero centro di gravità di ogni operazione contemporanea. Secondo Cuoci, le Forze Armate si trovano di fronte a uno scenario complesso: da un lato la riscoperta della brutalità dei conflitti simmetrici prolungati, dall’altro scenari radicalmente inediti come la minaccia costante dei droni e gli ambienti sotterranei, che richiedono una preparazione psicologica completamente nuova.
Il Generale ha evidenziato che l’efficacia operativa dipende direttamente dall’adattività psicologica e dalla resilienza del soldato. Non basta più addestrare il militare a eseguire procedure standard: è necessario sviluppare una flessibilità cognitiva profonda, capace di tollerare l’incertezza estrema e di conservare la capacità decisionale in contesti degradati. La resilienza, ha sottolineato, non è più solo resistenza al trauma, ma capacità dinamica di ristrutturare la propria risposta psicologica in tempo reale.
La soluzione proposta risiede in un addestramento avanzato che integri i fattori umani fin dalla progettazione, esponendo gradualmente i militari a condizioni realistiche e multifattoriali: l’isolamento termico dell’Artico, la deprivazione sensoriale del sottosuolo, la pressione psicologica di un cielo saturo di droni nemici. L’obiettivo è inoculare lo stress in modo controllato, consolidando la fiducia nelle proprie risorse e nel team prima delle operazioni sul campo.
Il workshop ha ospitato la Lectio Magistralis del Tenente Colonnello David Allen Grossman, ufficiale dell’Esercito statunitense in congedo e professore di psicologia presso l’Accademia Militare di West Point, dedicata alla psicologia del combattimento e alla leadership. Hanno seguito gli interventi del Professor Andrea Chirico e del Professor Moreno Ignazio Coco dell’Università Sapienza di Roma, rispettivamente su prontezza psicologica in condizioni estreme e coordinazione visuo-motoria nel tiro di precisione, oltre a un contributo su attività operative e implicazioni psicologiche curato da un esperto tecnico della Forza Armata.
I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda moderata dal giornalista e conduttore televisivo Lorenzo Lo Basso, con la partecipazione di personalità rappresentative delle Forze Armate e del mondo accademico. Responsabile scientifico del workshop è stato il Colonnello Fabio Cippitelli, mentre il coordinamento organizzativo è stato curato dal Tenente Colonnello Giorgio Fanelli.
















