Rivolta nel carcere di Enna, il sindacato accusa: «Anni di immobilismo»

Il Sappe denuncia criticità strutturali non affrontate. Danneggiate telecamere e apparati di sicurezza, nessun ferito tra gli agenti
Roma, 4 luglio 2026 – Una rivolta è in corso nella Casa circondariale «Luigi Bodenza» di Enna. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) la definisce «l’inevitabile conseguenza» di anni di ritardi e incapacità decisionale nella gestione dell’istituto penitenziario.
Secondo il Sappe, le criticità erano state «puntualmente segnalate» senza che venissero adottate misure risolutive. Un violento temporale dei giorni scorsi ha colpito il carcere con un fulmine, provocando disservizi ai detenuti: interruzione delle comunicazioni con i familiari e compromissione del servizio di riscaldamento dell’acqua. Ma il problema più grave riguarda un intero padiglione in «condizioni strutturali inaccettabili», per il quale il sindacato chiede da tempo la chiusura e la ristrutturazione immediata.
«I finanziamenti risultano già stanziati, ma è incomprensibile perché i lavori non siano ancora partiti», denunciano Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Giuseppe Cicero, segretario provinciale del Sappe di Enna. Il sindacato parla di «una macchina amministrativa incapace di trasformare gli annunci in fatti».
Durante la protesta sono state devastate alcune telecamere e danneggiati apparati di sicurezza. Al momento non si registrano feriti tra il personale di Polizia Penitenziaria. È stato predisposto un dispositivo di sicurezza pronto a intervenire qualora la rivolta non dovesse rientrare spontaneamente.
Il Sappe sottolinea che l’episodio arriva a pochi giorni da un secondo tentativo di evasione nello stesso istituto, sventato dalla Polizia Penitenziaria. «Avevamo denunciato pubblicamente la gravità della situazione. Evidentemente nessuno ha ritenuto di ascoltare i nostri allarmi», affermano Capece e Cicero. Il sindacato chiede interventi immediati sulle strutture e decisioni rapide al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia.



