Sequestro di 1,2 milioni a imprenditore di Carpi per evasione fiscale

La Guardia di Finanza di Modena ha eseguito il decreto del Gip. Indagato amministratore di due società con sede fittizia a San Marino
Modena, 18 giugno 2026 – Il 16 giugno la Guardia di Finanza di Modena ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di un imprenditore di Carpi, indagato per omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena su richiesta della Procura della Repubblica.
L’indagato è amministratore di due società che operano nel settore della commercializzazione di pezzi di ricambio di automezzi. Secondo l’accusa, le due società hanno sede formale nella Repubblica di San Marino, ma opererebbero di fatto sul territorio nazionale attraverso un meccanismo di «esterovestizione societaria».
Le indagini della Compagnia di Carpi hanno avuto origine da verifiche fiscali e hanno ipotizzato l’esistenza di un sistema fraudolento per l’evasione delle imposte. Lo schema, secondo l’accusa, si è concretizzato nell’omissione di qualsiasi adempimento fiscale da parte dei due soggetti economici, gestiti commercialmente e finanziariamente dall’Italia presso il domicilio dell’indagato e successivamente presso un ufficio di Carpi mai dichiarato al fisco.
Gli investigatori hanno inoltre ipotizzato che l’indagato abbia compiuto atti fraudolenti su beni di proprietà di una delle società al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte durante le attività ispettive fiscali. La Procura ha attivato i canali di cooperazione giudiziaria internazionale per l’esecuzione della misura anche all’estero.
Con la collaborazione del Corpo della Gendarmeria della Repubblica di San Marino, sono stati sequestrati conti correnti, conti titoli e altre disponibilità finanziarie per circa 250.000 euro, oltre a beni mobili tra cui un’autovettura d’epoca, gioielli, orologi di pregio e altri oggetti di valore detenuti in una cassetta di sicurezza a San Marino.
Nel gennaio 2026 lo stesso imprenditore era stato condannato con sentenza irrevocabile per omessa dichiarazione fiscale in un precedente procedimento penale concluso con giudizio abbreviato, con confisca di beni per 656.756 euro. Il procedimento attuale è nella fase delle indagini preliminari.






