Arrestato 16enne nel bolognese per detenzione di materiale terroristico

La Polizia di Stato ha eseguito un’operazione della Digos di Verona. Rinvenuti manuali per armi artigianali e propaganda suprematista
Verona, 17 giugno 2026 – La Polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Bologna, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Digos della Questura di Verona, con il supporto della Digos di Bologna e il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nell’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna.
Le indagini della Digos veronese hanno avuto inizio nell’autunno del 2025 nel monitoraggio di canali suprematisti online. Gli investigatori hanno identificato un utente che pubblicava manuali per azioni violenti con veicoli pesanti e guide per garantire l’anonimato in rete. Successivamente è stato identificato come il 16enne bolognese, con trasferimento del coordinamento alla Procura per i Minorenni.
Durante la perquisizione presso l’abitazione del minore sono stati rinvenuti fogli manoscritti con disegni, simboli ed emblemi suprematisti, oltre a una pagina dattiloscritta con indicazioni per la realizzazione di un giubbotto antiproiettile artigianale. Nello smartphone sono stati acquisiti numerosi contenuti di interesse investigativo: materiale di propaganda suprematista e jihadista, manuali per la fabbricazione di armi artigianali, un manuale per la costruzione di una pistola, un testo tradotto dal cirillico su sostanze chimiche aggressive e un manuale per il confezionamento di ordigni artigianali.
Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto il video integrale dell’attentato terroristico di Christchurch del 2019, accompagnato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare. Nelle conversazioni acquisite sono emersi propositi di ricostituzione di organizzazioni clandestine sul territorio nazionale, con riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e ad azioni violente contro specifiche categorie, tra cui «magistrati e giornalisti influenti».
Gli elementi investigativi evidenziano una contaminazione tra contenuti suprematisti e propaganda jihadista, fenomeno definito dagli specialisti del contrasto al terrorismo come «white jihad», caratterizzato dalla convergenza di ideologie diverse accomunate dall’esaltazione della violenza. Il minore è stato arrestato in flagranza di reato e associato presso la Casa Penale per l’Adulto di Ancona. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto applicando il divieto di utilizzare dispositivi elettronici e accedere a internet per due mesi, nonché il divieto di ricercare, acquisire o detenere materiale riconducibile a ideologie eversive o terroristiche.




