F-35, solo un quarto degli aerei è pienamente operativo secondo il GAO

Secondo un’analisi del Quincy Institute pubblicata su Responsible Statecraft, il Government Accountability Office (GAO) ha certificato che i caccia F-35 delle forze armate statunitensi sono in grado di svolgere tutte le missioni assegnate soltanto nel 25% del tempo — un dato che segna un netto peggioramento rispetto al 38% registrato nel 2021.
Il tasso di missione capace, che misura la capacità dell’aereo di completare almeno una delle missioni assegnate, è sceso nello stesso arco temporale dal 67% al 44%. Il rapporto del GAO, pubblicato la settimana scorsa, attribuisce il declino a una serie di problemi strutturali nella gestione del programma: carenza di parti di ricambio, criticità software, arretrati nei cicli di riparazione e fenomeni di corrosione non risolti su alcuni esemplari.
In risposta, il programma F-35 ha adottato una strategia di sostentamento aggiornata che si prefigge di raggiungere, entro il 2030, un tasso di missione capace dell’80% e un tasso di piena missione capace del 65%. Il costo stimato di questo piano è di quasi 14 miliardi di dollari, da sommare a un costo totale del ciclo di vita del programma già stimato in circa 2.000 miliardi di dollari.
Dan Grazier, che dirige il programma di riforma della sicurezza nazionale dello Stimson Center, ha dichiarato a Responsible Statecraft che il calo dei tassi di prontezza non dovrebbe sorprendere, definendolo un andamento ricorrente del programma. Grazier ha richiamato il precedente del C2D2 (Continuous Capability Development and Delivery), un’iniziativa di aggiornamento software avviata circa un decennio fa che si era conclusa con ritardi nella programmazione e ulteriori problemi tecnici. A suo avviso, i costi del programma hanno già più che raddoppiato le stime iniziali e, dopo 25 anni di sviluppo, l’F-35 si configura come un concetto strutturalmente difettoso.
Gabe Murphy, analista di Taxpayers for Common Sense, ha utilizzato un paragone diretto: acquistare un’automobile che funziona solo un quarto del tempo non giustificherebbe l’acquisto di un altro veicolo dello stesso tipo, ma piuttosto la richiesta di riparazione o sostituzione a carico del venditore. Murphy ha auspicato che il Congresso sospenda l’acquisto di nuovi esemplari fino a quando il Pentagono e i suoi appaltatori non avranno risolto i problemi degli aerei già in dotazione.
Il Dipartimento della Difesa sembra orientato in direzione opposta. Per l’anno fiscale 2027, il Pentagono ha richiesto oltre 21 miliardi di dollari per l’acquisizione di 85 F-35 e le spese connesse — una cifra quasi doppia rispetto alla richiesta dell’anno precedente, che prevedeva 47 aeromobili per l’anno fiscale 2026.
Il commento di GrNet.it
Può un programma di acquisizione continuare a espandersi mentre i tassi di prontezza operativa crollano sistematicamente? Per le forze aeree alleate che hanno integrato l’F-35 nei propri ordini di battaglia — tra cui l’Italia, che ha acquisito esemplari nelle varianti A e B — la risposta non è accademica: un tasso di piena missione capace al 25% pone interrogativi concreti sulla pianificazione delle missioni e sulla copertura degli impegni NATO. La strategia di sostentamento aggiornata, con il suo obiettivo al 65% entro il 2030, è un traguardo dichiarato, non ancora verificato; la distanza tra intenzione programmatica e risultato operativo è esattamente ciò che il rapporto del GAO documenta. Vale la pena chiedersi se gli stati maggiori europei stiano incorporando questi dati nelle proprie valutazioni di disponibilità effettiva, o se le proiezioni di forza continuino a basarsi sui tassi nominali di flotta.
Fonte: Quincy · Pubblicato il 16 giugno 2026




