Maxi truffa finanziaria ad Arezzo: consulente condannato, 5,8 milioni di danni

Guardia di Finanza scopre schema fraudolento durato 12 anni ai danni di 35 risparmiatori. Radiato dall’albo professionale.
Arezzo, 9 giugno 2026 — La Guardia di Finanza di Arezzo ha concluso un’indagine su una maxi truffa finanziaria che ha causato perdite per circa 5,8 milioni di euro a 35 risparmiatori, per lo più residenti tra Arezzo e il Valdarno. Un consulente finanziario è stato condannato per truffa aggravata.
Le investigazioni, avviate dalla Compagnia di San Giovanni Valdarno quasi due anni fa su denuncia di alcuni risparmiatori, hanno accertato che il professionista, operante in provincia di Arezzo tra il 2012 e il 2024, effettuava investimenti ad altissimo rischio con i risparmi dei clienti — complessivamente oltre 9,3 milioni di euro — senza il consenso dell’istituto di credito che gli aveva conferito l’incarico e senza l’autorizzazione dei risparmiatori stessi.
Il consulente aveva guadagnato la fiducia dei clienti, anche persone anziane e fragili, promettendo investimenti a lungo termine senza rischi di perdite e interessi annui fissi al 5% garantito. I risparmiatori gli avevano affidato somme che raggiungevano, in alcuni casi, importi superiori al milione di euro. Per queste circostanze è stata contestata l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
Secondo le indagini, il consulente investiva i capitali in titoli ad alto rischio, inadatti ai profili dei clienti, oppure proponeva investimenti che non venivano effettuati, trasferendo parte delle somme ricevute in Svizzera dove sparivano. Per ingannare i risparmiatori, compilava con dati falsi i questionari MiFID — documenti obbligatori per profilare adeguatamente il cliente — e falsificava le firme sui mandati di compravendita e sui documenti di apertura di conti correnti non richiesti. In alcuni casi effettuava bonifici non autorizzati o si faceva affidare assegni senza beneficiario indicato.
I risparmiatori ricevevano periodicamente falsi prospetti che nascondevano l’andamento negativo degli investimenti. In diversi casi venivano rimborsati con capitali precedentemente investiti dagli stessi clienti, spacciati per rendimenti.
La maggior parte delle somme era impiegata in titoli denominati in valuta estera ad alta volatilità. La drastica svalutazione intervenuta negli anni ha causato perdite prossime all’80% degli importi investiti. L’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari ha disposto la radiazione del professionista. Il Tribunale di Arezzo ha emesso sentenza di condanna per truffa aggravata. Secondo la normativa civilistica, l’istituto di credito è responsabile in solido dei danni arrecati ai terzi dal consulente.






