Peculato al Comune di Como, denunciato dipendente per appropriazione di marche da bollo

Un funzionario dell’Ufficio di Stato Civile accusato di essersi appropriato di oltre 1.700 valori bollati per un valore di 27.904 euro
Como, 5 giugno 2026. I finanzieri del Comando Provinciale di Como hanno denunciato un dipendente del Comune, in servizio presso l’Ufficio di Stato Civile, per appropriazione di oltre 1.700 marche da bollo del valore di 16 euro ciascuna, di cui aveva la disponibilità per ragioni d’ufficio. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno portato anche all’applicazione di un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e al sequestro preventivo di 27.904 euro.
Le investigazioni sono iniziate nell’estate del 2025 e sono state condotte anche grazie alla collaborazione del Comune. Hanno preso avvio da irregolarità rilevate nelle procedure amministrative dell’Ufficio Morti dello Stato Civile di Como e dell’Ufficio Decessi dell’Ospedale «Sant’Anna» di San Fermo della Battaglia. Gli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria si sono concentrati sulla corretta apposizione delle marche da bollo sulle pratiche di cremazione e di dispersione delle ceneri dei defunti.
Nel corso delle perquisizioni disposte dall’Autorità Giudiziaria sono stati sequestrati oltre 4.900 fascicoli mortuari relativi a decessi intercorsi tra il 2022 e il 2025, per un totale complessivo di circa 15.000 documenti. Sono state acquisite informazioni dai direttori tecnici e titolari delle imprese di onoranze funebri nonché da pubblici dipendenti degli uffici comunali.
L’analisi incrociata degli elementi ha consentito di ricostruire il modus operandi del funzionario. Secondo l’accusa, si faceva consegnare le marche da bollo dalle imprese di onoranze funebri, talvolta in numero superiore a quello necessario, per poi appropriarsene e non apporle sulle istanze di cremazione e dispersione presentate. In alcuni casi avrebbe applicato valori bollati rimossi da altre pratiche, con duplice o addirittura triplice utilizzo di una singola marca da bollo apposta su più documenti intestati a diversi defunti. In altri avrebbe alterato a penna il numero seriale e la data impressi sulla marca da bollo, lasciando nel fascicolo i documenti in copia e non in originale.
Il funzionario è stato denunciato per i reati di peculato, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione di atti veri nonché falsificazione di valori di bollo. Il Tribunale di Como ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.






