Terremoto del Friuli, presentato il libro in ricordo dei tragici eventi alla caserma “Goi-Pantanali”

Nel 50° anniversario del sisma del 6 maggio 1976 un volume ricorda l’impegno dell’Esercito nei soccorsi.
25 maggio 2026 – Nell’ambito delle commemorazioni organizzate dall’Esercito per il 50° anniversario del terremoto del Friuli, è stato presentato questa mattina presso la sala di palazzo Scarpa, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Francesco Bruno, Vice Comandante delle Forze da Combattimento delle Forze Operative Terrestri, il libro dal titolo “La lunga notte della caserma Goi-Pantanali, 6 maggio 1976: storie di soldati, macerie e rinascite”. L’opera – edita dalla Fondazione Ente Editoriale dell’Esercito e scritta da Flavia Virilli, vice sindaco del Comune di Gemona, e da Romeo Michele Tommasetti Colonnello dell’Esercito – ricorda l’operato dei soldati, tra macerie e coraggio, in soccorso ai cittadini friulani nella notte del 6 maggio 1976. Presentato al recente Salone internazionale del libro di Torino, il volume restituisce la misura del disastro, della rinascita e di una nuova cultura dell’emergenza.
Il 6 maggio 1976 l’intervento dell’Esercito fu immediato, di massa e soprattutto spontaneo, infatti, già dopo due ore dall’evento partirono le prime colonne di soccorsi e furono costituiti dei centri direzionali per la gestione delle attività. I militari si prodigarono giorno e notte senza risparmio di energia in interventi di recupero e sgombero feriti, tumulazione di salme, assistenza sanitaria e rifornimento viveri alle popolazioni colpite (distribuiti oltre 70.000 pasti al giorno). La Forza Armata si trovò a fronteggiare un’emergenza di enormi proporzioni: furono allestite 17.872 tende per oltre 116mila posti letto. Furono demoliti 2018 edifici pericolanti, effettuati 41 interventi con esplosivo per demolizione grandi manufatti; furono costruiti 118mila mq tra piazzali e strade, di 71 km di rete fognaria, 266 km di rete elettrica, 200 km di rete idrica, 110 km di marciapiedi e passaggi pedonali ripristinati 314 km di viabilità ricostruiti 8 ponti e oltre 1.800.000 mc. di macerie e 540 mc di frane rimossi. L’intervento coinvolse in totale 14.144 soldati dell’Esercito, furono distribuiti 64 tonnellate di medicinali, 2.616 automezzi, 54 cucine da campo, 60 serbatoi d’acqua, e ben 64 elicotteri che furono utilizzati affinché interi agglomerati urbani, soprattutto dell’alta Carnia, non rimanessero isolati, assicurando il necessario supporto logistico e morale agli sfollati. Nel suo intervento di soccorso alle popolazioni l’Esercito fu coadiuvato da assetti dell’Aeronautica Militare che assicurò il ponte aereo e della Marina Militare con due ospedali da campo e i rifornimenti via mare. L’impegno della Difesa fu corale e totale.









