Carabinieri

Falsa polizza auto online, cinque denunciati per truffa

I Carabinieri di Roma hanno smantellato una rete di truffatori che raggiravan le vittime con bonifici e QR code su WhatsApp

Roma, 2 giugno 2026 – Una donna romana di 57 anni credeva di rinnovare la polizza assicurativa della propria autovettura, ma è rimasta vittima di un articolato raggiro online. I Carabinieri della Stazione Roma Piazza Bologna hanno denunciato a piede libero cinque persone, tutte con numerosi precedenti specifici, ritenute gravemente responsabili in concorso di truffa.

L’indagine è scaturita dalla denuncia della donna, ingannata da sedicenti operatori di una compagnia assicurativa. Gli indagati l’avevano inizialmente indotta a effettuare due bonifici istantanei per un totale di circa 680 euro, indirizzati sui conti correnti di due dei sodali. Successivamente, simulando un problema tecnico e il fallimento delle transazioni, l’avevano convinta a eseguire altri due pagamenti da 346 euro ciascuno tramite la scansione di un QR code inviato su WhatsApp.

Il raggiro si è interrotto solo quando i finti assicuratori, con la scusa di doverle accreditare un rimborso, hanno richiesto con insistenza i codici dispositivi delle sue carte di pagamento. A quel punto la donna, insospettitasi, ha interrotto le comunicazioni e bloccato i conti, rivolgendosi ai Carabinieri.

Gli accertamenti bancari avviati dai militari hanno svelato che i fondi confluivano su carte prepagate intestate a due degli indagati, sui quali venivano poi effettuati rapidi trasferimenti per ostacolare il tracciamento. Il denaro veniva infine monetizzato attraverso prelievi di contante presso sportelli automatici postali in provincia di Crotone, a Cirò Marina e Marina di Strongoli.

La svolta è arrivata dall’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza degli uffici postali. Attraverso il confronto fisionomico dei fotogrammi, i Carabinieri hanno identificato gli altri tre complici, materiali esecutori dei prelievi. Le verifiche nella Banca Dati delle Forze dell’ordine hanno infine rivelato che i cinque indagati erano già gravati da innumerevoli precedenti per truffe commesse con lo stesso modus operandi su tutto il territorio nazionale.

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